“Noi cristiani siamo sempre sopravvissuti alle persecuzioni e dobbiamo continuare a sperare”

Il sacerdote libanese Michel Jalakah assicura che i cristiani non cercano il martirio.

Un Medio Oriente senza la presenza delle comunità cristiane rappresenterebbe uno scenario drammatico anche per la già precaria stabilità della regione.

Secondo le stime recenti ad oggi vi sono solo 20 milioni di cristiani nei luoghi considerati culla del cristianesimo. Una cifra che non smette di diminuire a causa dei conflitti e la persistenza di una persecuzione religiosa.

P. Michel Jalakh, Segretario del Consiglio delle Chiese Mediorientali: “Nel corso della storia i cristiani hanno vissuto molte difficoltà e molte persecuzioni. Non è la prima questa; spero che sia l’ultima ma non è la prima. Siamo sempre sopravvissuti, dobbiamo sempre avere speranza  in Cristo perché è lui chi ha fondato la Chiesa, che ha creato la Chiesa e noi dobbiamo avere speranza. Non abbiamo un’altra alternativa a questa speranza, a questa resistenza”.

Padre Jalakh è il Segretario del Consiglio delle Chiese Mediorientali. Ha partecipato ad un convegno organizzato dal Pontificio Istituto Orientale di Roma dove ha illustrato la situazione attuale di persecuzione che sta provocando una sorta di riflessione anche all’interno del mondo musulmano. Per questo, Padre Jalakh sostiene che i cristiani siano un elemento pacificatore su questa terra.

P. Michel Jalakh, Segretario del Consiglio delle Chiese Mediorientali:  “Noi siamo figli di quella terra e lì siamo coscienti di avere una missione da compiere. La persecuzione è un’azione gravissima, ma numerosi musulmani mettono in dubbio questo modo di agire e si pongono domande sulla propria fede. Diamo spazio al dialogo interno al mondo musulmano; ciò non si può raggiungere se non tramite i cristiani e le Chiese che operano in quella terra”.

Egli assicura che la missione dei cristiani del Medio Oriente sia quella di custodire le radici della fede nella propria terra attraverso la convivenza con numerose religioni. Egli afferma inoltre che tale missione rappresenta anche la loro croce.

P. Michel Jalakh, Segretario del Consiglio delle Chiese Mediorientali:  “Il nostro Dio, davanti alla croce, non si è tirato indietro, gli altri lo hanno lasciato ma lui è andato avanti. E noi lo dobbiamo imitare veramente. Non cerchiamo la sofferenza, non cerchiamo la croce, ma se è questo che ci viene chiesto, noi non scappiamo”.

Il Consiglio delle Chiese Mediorientali è nato nel 1974. Raggruppa tutte le chiese cristiane della regione e, oltre alla dimensione spirituale, si dedica anche al coordinamento di attività di assistenza ai cristiani perseguitati o in necessità.