L’unità dei cristiani nella persecuzione religiosa in Medio Oriente

Il sacerdote iracheno Rebwar Basa vive in prima persona il dramma dei perseguitati

Prima del 2003 in Iraq vivevano 1 milione di cristiani. Attualmente ne sono rimasti meno di 300,000 e metà di questi sono stati costretti ad abbandonare le loro case. La vita dei cristiani, nel paese conosciuto come la “culla della civilità” è sempre più difficile.
Il sacerdote iracheno Rebwar Basa, ha visto in prima persona la persecuzione a la comunità cristiana e assicura che tutti sono uniti tra loro. Questo li aiuta a far fronte ad una situazione estremamente difficile.

Rebwar Basa, Sacerdote caldeo (Iraq):  “Quando i nostri nemici ci attacano, non ci attaccano perché siamo caldei o assiri o armeni, ma ci attaccano perché siamo cristiani. apparteniamo a Cristo. E questo ci rende ancora piú consapevoli della nostra identità perciò dobbiamo stare uniti e quando siamo uniti possiamo resistere”.
L’Iraq è tra i paesi più pericolosi al mondo per i cristiani. Secondo solo alla Corea del Nord.

Rebwar Basa ricorda che da quando è nato, l’Iraq è circondato dalla violenza, una realtà alla quale deve far fronte ogni giorno

La persecuzione cristiana la conosce fin troppo bene; due suoi professori sono stati uccisi da estremisti islamici

Rebwar Basa, Sacerdote caldeo (Iraq): “Ci sono tantissimi esempi. Io ho conosciuto molte persone che hanno dato la loro vita per la fede, cominciando dal sacerdote che mi ha battezzato che è stato proprio ucciso nel venerdì santo. Il vescovo di Mosul che mi ha insegnato catechismo è stato ucciso nel 2008. Un’altro sacerdote Don Ragid che mi ha insegnato nella facoltà di Teologia anche lui ucciso dopo una Santa Messa che ha celebrato a Mosul”.

Lo stato islamico rimane una grande minaccia in Medio Oriente ed Europa.

Rebwar dice che paradossalmente, sono i giovani a dare il buon esempio di speranza

Rebwar Basa, Sacerdote caldeo (Iraq): “A volte anche dei bambini ci fanno delle testimonianze veramente belle come per esempio Miriam è diventata famosa in tutto il mondo. Le chiedevano: cosa vuoi fare contro queste persone membri dell’ ISIS che ti hanno fatto uscire dalla tua terra e della tua casa e abbandonare la tua chiesa? cosa vuoi fare? Cosa chiedi a Dio? Ha detto non voglio fare niente contro loro io chiedo a Dio affinchè li perdoni”.

Da quando lo Stato Islamico ha occupato l’Iraq, sono stati assassinati brutalmente migliaia di cvili, distrutte città e numerosi luoghi cristiani.
Poco a poco l’esercito iracheno ha liberato alcune città come Bertella il 21 ottobre e Karamlesh il 24 ottobre.

Nonostante la terza città più grande dell’Iraq, Mosul, sia ancora occupata dall’Isis, la gente come Rebwar Basa ha ancora la speranza che un giorno l’incubo possa finire.