Vescovo in Iraq: i cristiani desiderano tornare ai loro villaggi e ricominciare a vivere

Vescovo in Iraq: i cristiani desiderano tornare ai loro villaggi e ricominciare a vivere from ROME REPORTS on Vimeo.

“Abbiamo aiutato i rifugiati sunniti che sono fuggiti da Mosul pur sapendo che le loro case sarebbero state saccheggiate”.

Bashar Warda, l’arcivescovo caldeo di Erbil, sta per visitare numerosi paesi del mondo per far sì che la voce dei cristiani perseguitati in Iraq venga udita da tutti.

Dopo più di due anni di occupazione da parte di Daesh, le città della Piana di Ninive sono state lentamente liberate. Tuttavia, i terroristi nel frattempo avevano distrutto quasi completamente molti centri abitati, le case e le chiese, sulle quali si sono accaniti in modo particolarmente duro.

“Lì c’è l’altare”

Nella località di Bashiqa, Daesh ha profanato le tombe dei patriarchi.

Nei luoghi tanto emblematici quanto Qaraqosh hanno convertito il chiostro della parrocchia della Immacolata in un campo da tiro. Questa chiesa invece è stata completamente bruciata. Dopo più di due anni, le campane sono tornate a suonare solo un mese fa.

Monsignor Warda ha assistito a tutto ciò con i propri occhi. Per questo non può nascondere la sua profonda sofferenza; allo stesso tempo traspare dalla sua voce un forte messaggio di speranza.

Mons. Bashar Warda, Arcivescovo di Erbil, Iraq: “Quando si entra in queste chiese e si vede come tutto sia stato distrutto…Sì, avverto rabbia dentro di me però dobbiamo superarla. Il messaggio è: Dobbiamo tornare e ricominciare a vivere”.

Il vescovo, invitato a Roma da Aiuto alla Chiesa che Soffre, chiede all’Europa di organizzaee una sorta di Piano Marshall per l’Iraq. Ovvero, che i paesi smettano di prolungare la guerra sul territorio e si concentrino sulla ricostruzione e sulla pace.

Mons. Bashar Warda, Arcivescovo di Erbil, Iraq: “Noi vescovi abbiamo stabilito che la ricostruzione delle case sia un passo prioritario da compiere. Dobbiamo ridare le case alla gente prima di qualunque chiesa”.

Quando i territori vengono liberati aumenta il numero di persone che fuggono come risultatp dei combattimenti tra Daesh e l’esercito iracheno e curdo. Per questo, Erbil ha vissuto una nuova ondata di rifugiati che hanno ricevuto gli aiuti dei cristiani.

Mons. Bashar Warda, Arcivescovo di Erbil, Iraq: “Li aiutiamo con otto convogli pieni di cibo e vestiti perchè sappiamo che stanno soffrendo, anche se sappiamo che alcuni di loro avevano sacchieggiato le nostre case nella Piana di Ninive”.

La maggior parte dei più di 150 mila rifugiati che sono fuggiti da Ninive desiderano tornare ai loro paesi, ma hanno bisogno della certezza che questo incubo non si ripeta nuovamente.