È possibile un dialogo autentico tra le religioni?

Il convegno tenutosi all’Università di Al-Azhar, Cairo, sul tema “Libertà e cittadinanza, differenze e integrazione” ha avuto una rappresentanza straordinaria di tutte le religioni presenti nei paesi arabi. Non solo le massime autorità sunnite e sciite, ma anche i rappresentanti delle chiese cristiane presenti in Medio Oriente, dal patriarca caldeo Louis Raphael Sako al vescovo luterano di Gerusalemme Younan Mounib.

Il clima di inclusività e dialogo ha veicolato messaggi forti di integrazione (i cristiani sono parte attiva delle società e non semplicemente minoranze nella sua accezione negativa odierna) sia tra le religioni sia all’interno del mondo musulmano, sempre più diviso tra sunniti appoggiati da Riyahd e sciiti sostenuti da Teheran.

La tesi di fondo sostenuta da tutte le parti coinvolte è stata la necessità di dialogo e di rifondazione di un modello di stato musulmano “capace di generare il senso di appartenenza e in grado di assicurare un vivere insieme”, secondo le parole del Patriarca maronita Raï.

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