Residenza per anziani adattata ad ospitare rifugiati siriani in Libano

Siamo nella città di Zahle, nella valle libanese prossima al confine con la Siria. Questa zona viene raggiunta da centinaia di famiglie in fuga dalla Siria e dall’Iraq, come quella di Mihdam, che ricevono alloggio e assistenza da parte della chiesa Siro-ortodossa.

MIHDAM
Rifugiato iracheno in Libano
Originale arabo
“Siamo arrivati qui per miracolo. Ci hanno lasciati senza casa. Io avevo una compagnia di cui ero proprietario al cinquanta per cento; hanno saccheggiato tutto il materiale e hanno sequestrato tutte le automobili. Ci hanno preso tutto, persino le fedi matrimoniali. Siamo scappati senza nulla.

Il vescovo siro-ortodosso della zona, monsignor Boulos Safar, assiste molte di queste famiglie fornendo cibo e alloggio. Per questo motivo è impegnato nel trasformare una residenza per anziani in un luogo di accoglienza per le famiglie dei rifugiati.

Qui, tra queste pareti, aspettano di accogliere i cristiani siriani e iracheni finché non ci sarà una soluzione alla drammatica situazione. Una parte essenziale del lavoro della chiesa è l’attenzione ai più piccoli.

MIHDAM
Rifugiati iracheni in Libano
Originale arabo
“Sono molto provati psicologicamente. Abbiamo vissuto una tragedia, abbiamo trascorso sette mesi senza dormire. Uno dei miei figli è stato visto da un assistente sociale per l’iter psichiatrico. Ha fatto la differenza. In poco tempo sono passati da una scuola a Baghdad a una in Kurdistan, e ora qui in Libano. Non so quale sarà il futuro dei miei figli”.

Dal 2012, anno in cui un attentato alla chiesa del suo quartiere a Baghdad uccise più di 50 cristiani, la famiglia di Mihdam non è riuscita ad andare in nessuna chiesa. Ora, in questa località del Libano, hanno recuperato la speranza.

Da parte sua monsignor Safar fa appello alla generosità dei cristiani in occidente perché sostengano il completamento della sua opera di accoglienza.