“Sono un medico. Sono cristiano e ho curato dei terroristi dell’ISIS”

 

Questo medico cristiano ha deciso di restare in Iraq per poter aiutare i feriti e i rifugiati.

Ci sono tre tipologie di persone che non sfuggono ad un conflitto: coloro che combattono, che non hanno i mezzi per scappare e quelli che restano per aiutare gli altri.

È il caso di questa famiglia in Iraq. Sono cristiani. Sono stati a Roma per poi ritornare al proprio paese. Il medico, con le sue mani, si è preso cura di numerosi feriti di guerra. Anche terroristi dell’ISIS.

“L’ISIS è arrivato nel 2014. Tutti quelli che hanno potuto sono scappati dalla Piana di Ninive; noi abbiamo deciso di rimanere. Io sono un medico e mia moglie è una maestra; vogliamo servire la nostra gente. La cosa più difficile è convincere i miei compagni ad operare appartenenti all’ISIS, visti come nemici. Io cerco di convincerli di essere davanti a esseri umani. Per questo motivo è nostro dovere aiutarli, non importa se l’intervento richiesto sia anche di due o tre ore”

Mentre egli aiuta i feriti e gli infermi in ogni modo, (…)
Nella loro casa accolgono più di 50 rifugiati.

“E’ stato abbastanza difficile. Invece di cucinare per quattro persone abbiamo dovuto farlo per 50. Abbiamo lasciato loro la nostra camera da letto e abbiamo ottenuto nuovi materassi. Ci siamo abituati ad alzarci presto per comprare viveri per tutte le persone ospitate. Arrivavano di notte e avvertivamo subito il bisogno di aiutarli, di dare loro cibo e un luogo dove riposare”.

La famiglia appartiene al Movimento dei Focolarini; durante la visita in Europa ha offerto la propria testimonianza. A Roma hanno potuto vedere il Papa e raccogliere un pò di speranza prima di fare ritorno al proprio paese.