Suora siriana: in Siria c’è ancora solidarietà e convivenza tra cristiani e musulmani

È stata premiata dal governo degli Stati Uniti per il suo coraggio e per il suo lavoro a Damasco.

Suor Carol ha ricevuto un premio al valore. Si tratta di un riconoscimento concesso dal governo degli Stati Uniti alle donne che si distinguono per il loro coraggio in situazioni di estremo pericolo.

Questa suora siriana sa quali sono queste situazioni, a causa di una guerra che dura da quasi sette anni

“Adesso la cultura dei bambini è la cultura della guerra. Sanno distinguere il suono dei missili da quello dei cannoni”. “Una volta, stavo dando il buon giorno ai bambini e ho sentito un “boom”. E ho detto a una insegnante che era accanto a me: “Cosa è stato?”. Un bambino di 4 anni, che stava davanti a me, ha detto: “Sorella, questo è stato un cannone”.

Suor Carol è una religiosa salesiana a Damasco. Nella scuola che dirige ci sono bambini cristiani e musulmani che, purtroppo, contraddistinguono le bombe, ma per fortuna, non conoscono altre differenze e ma la convivenza.

“Se decido di scegliere solo i cristiani, mi trasformo in qualcosa di peggio degli estremisti. Divento una fanatica. Per questo viviamo con apertura”.

Parla di una Siria in cui, sebbene ci siano guerra e sofferenze, la convivenza tra le religioni è ancora come era prima del conflitto.

“A volte quando cade un missile o c’è una esplosione, molte persone musulmane bussano alla nostra porta e ci chiedono se stiamo bene o abbiamo bisogno di qualcosa”.

Il recente accordo sulle zone di sicurezza in Siria sembra dare respiro in questa situazione. Dice che Papa Francesco li sta aiutando molto.

“Il Papa sta facendo molto con i suoi appelli, con le sue parole che risvegliano le coscienze. Papa Francesco è il profeta dei nostri giorni che non rimane in silenzio”.

Al di sopra della politica e delle bombe, la suora è sicura che la pace arriverà in Siria perché tutto ha una fine, anche le guerre. Quello che non sembra finire è il valore di coloro che come lei decidono di rimanere quando potrebbero non farlo.