Paul Bhatti: “Perdonare coloro che uccisero mio fratello è una manifestazione di coraggio”.

L’ex ministro delle minoranze descrive la persecuzione cristiana in Pakistan nel suo libro “La voce della giustizia”.

Si conta che nel mondo un cristiano su dodici sia vittima di violenza. Paul Bhatti ha vissuto in prima persona le tragiche conseguenze della persecuzione contro la comunità cristiana nel 2011 quando Shabaz Bhatti, suo fratello e ministro delle minoranze pakistano, fu assassinato proprio per la sua fede.

Oggi, con u libro dal titolo “La voce della giustizia” desidera dimostrare che la morte di suo fratello non fu vana.

PAUL BHATTI
Ex-ministro delle minoranze (Pakistan)
“Ho voluto scrivere questo libro perché volevo diffondere il messaggio che mio fratello ha voluto testimoniare con il sacrificio della sua vita. Shabaz è stato molto vicino a me e alla mia famiglia, quindi ero l’unico che poteva lavorare affinché la testimonianza della sua vita diventasse conosciuta. Questa non è la mia eredità, appartiene a tutti quelli che vogliono la pace per il mondo”.

Secondo Paul Bhatti intere generazioni in Pakistan stanno crescendo sotto l’influenza di estremismo, fanatismo e violenza. Secondo Paul tutto questo può essere evitato.

PAUL BHATTI
Ex-ministro delle minoranze (Pakistan)
“Une delle forze o uno degli elementi principali è il dialogo interreligioso. Attraverso di esso dobbiamo sconfiggere gli odi, le divisioni, le violenze che si esprimono in nome della religione. Io credo che non ci sia alcuna religione che inciti davvero alla violenza. Dio non è una persona che si vendica.”

Tuttavia, come si può perdonare coloro che uccisero suo fratello in nome della fede professata? Esiste una sola possibile risposta.

PAUL BHATTI
Ex-ministro delle minoranze (Pakistan)
“Non si può rispondere alla violenza con la violenza perché in quel momento la pace diventa impossibile. Con la violenza non riusciamo a vedere il fondo del problema, per cui io credo che sia fondamentale prediligere il perdono alla vendetta. Esso è un segno di forza e coraggio e dimostra la grandezza del cuore”.

Paul Bhatti partecipa a congressi in tutto il mondo per chiedere che venga prestata la dovuta attenzione al dramma di molti cristiani che sono costretti ad emigrare, spesso anche dal Pakistan, alla ricerca di un futuro di pace e prosperità. Come è accaduto a suo fratello, così si contano migliaia di persone discriminate per la propria fede religiosa.