Religiosa in Siria: i cristiani del mio paese si sono aggrappati alla preghiera a Maria

Nell’angoscia, i cristiani si chiedevano: “come possiamo partecipare ai combattimenti e uccidere?”

https://youtu.be/ZtjkybPYY7I

Suor Joséphine Bou Nassar è libanese. Durante la guerra civile nel suo Paese, durata più di 15 anni, era anche lei tra i rifugiati.

E’ una suora dell’Ordine della Carità di Besançon e – come se non le fosse bastato vivere nella giovinezza la guerra nella sua stessa terra – come religiosa ha vissuto anche gli ultimi tre anni di guerra in Siria.

Si è trovata a vivere in una zona totalmente cristiana e presto assediata da milizie jihadiste di vario genere. In questo contesto i cristiani avevano cessato di recarsi nelle parrocchie. Qualsiasi accenno alla normalità era stato schiacciato sotto il peso dei combattimenti.

SUOR JOSÉPHINE BOU NASSAR
Religiosa dell’ordine della Carità di Besançon
“Ho pensato che avremmo potuto portare la Vergine in processione per le case, a protezione dei cristiani”. FLASH Abbiamo lasciato l’immagine della Vergine una notte intera in una casa e tutti sono venuti a pregarla. Alcune famiglie che mi hanno detto: “abbiamo messo l’immagine della Santa Vergine nel salotto di casa e siamo rimasti lì tutta la notte. Abbiamo dormito insieme alla Santa Vergine”.

Grazie all’iniziativa di questa religiosa, l’immagine della Vergine ha visitato circa 25-30 case al giorno. Questo piccolo gesto ha riempito di speranza la regione di Daraa – la zona in cui la guerra ha avuto inizio e dove si sono verificate le prime atrocità.

SUOR JOSÉPHINE BOU NASSAR
Religiosa dell’ordine della Carità di Besançon
C’è stato chi mi ha detto: “non ho mai pregato il Rosario fino ad oggi, ma adesso ho cominciato a farlo. Sono certo che la Vergine mi darà la forza, il coraggio e la speranza di continuare nonostante tutto ciò che abbiamo vissuto”. “E’ stato realmente commuovente ascoltare come queste persone si sono aggrappate alla preghiera alla Vergine”.

La religiosa ha trascorso diversi anni in Libano e ha vissuto il periodo peggiore della guerra in Siria, dal suo scoppio fino all’arrivo dei fondamentalisti. Ha testimoniato la sofferenza che provoca nei cristiani anche il vedersi obbligati a imbracciare le armi.

SUOR JOSÉPHINE BOU NASSAR
Religiosa dell’ordine della Carità di Besançon
“La guerra è dura, soprattutto per i cristiani che non vogliono macchiarsi di uccisioni. Abbiamo la fede e sappiamo che Cristo non vuole che uccidiamo nessuno e che imbracciamo armi. Erano davvero angosciati e si chiedevano: “come possiamo, in quanto cristiani, andare a combattere e uccidere?”. Era questa la loro angoscia”.

La religiosa sostiene che, attraverso la preghiera e l’accompagnamento, hanno rasserenato i cuori di molti che sono andati in guerra e non vi hanno più fatto ritorno. L’immagine della Vergine continua ancora oggi il pellegrinaggio nelle case, portando consolazione a quei pochi cristiani che sono rimasti a vivere in quell’area della Siria.