“Vale la pena conservare e difendere la fede a costo della propria vita”, racconta un cristiano del Pakistan

Shahid Mobeen denuncia la legge antiblasfemia, a suo giudizio una vendetta storica dei radicali contro le minoranze.

Shahid Mobeen lo sa bene: non è facile essere cristiani in Pakistan. Racconta che dal 1973 i ripetuti emendamenti alla legge antiblasfemia l’hanno trasformata in un vero e proprio “strumento di odio”. Questo non è altro che il frutto di una antica vendetta da parte di quei musulmani che non accettano che le minoranze religiose abbiano fatto dei progressi nel corso degli anni.

SHAHID MOBEEN
Fondatore dell’Ass. cristiani pachistani in Italia
“L’abuso che si verifica con questa legge deriva da una gelosia o da una invidia sociale ed economica contro le minoranze religiose, che soffrono la situazione attuale”.

Non ci sono garanzie di nessun tipo a livello legale: non serve una prova per poter chiamare qualcuno in giudizio. Per di più a volte l’accusato viene ucciso ancor prima di comparire in tribunale. Secondo il professor Mobeen, i cristiani possono difendersi da questa legge solo se sono informati pienamente dei loro diritti.

SHAHID MOBEEN
Fondatore dell’Ass. cristiani pachistani in Italia
“A livello governativo non si sta facendo niente per cambiare l’applicazione di questa legge; tuttavia le minoranze religiose del Pakistan possono evitarne gli effetti negativi in primo luogo assicurando un’educazione ai propri figli. L’educazione infatti offre loro la possibilità di comprendere quando sono resi oggetto di abusi”.

Certamente l’educazione è un “lusso” che possono permettersi pochi pachistani. Si calcola che nel Paese solo il 40% dei bambini frequenta regolarmente la scuola. L’ignoranza così diventa il terreno di coltura ideale dei radicali. I cristiani non hanno mai risposto allo stesso modo a questa discriminazione: essi sono trattati infatti come cittadini di “seconda categoria”. Molte volte essi sono stati oggetto di terribili attacchi, come quello del giorno di Pasqua del 2016 a Lahore.

SHAHID MOBEEN
Fondatore dell’Ass. cristiani pachistani in Italia
“Nella realtà della Chiesa perseguitata, la fede è considerata importante: vale la pena conservarla e difenderla anche a costo della propria vita”.

Anche se una buona parte dei musulmani del Paese accetta di buon grado la legge antiblasfemia e le sue distorsioni, sono numerosi quelli che invece comprendono il valore della convivenza. Tra questi il governatore musulmano del Punjab, Salman Taseer, che ha difeso Asia Bibi e che ha pagato questa scelta con la propria vita. Fu assassinato dalla propria guardia del corpo, acclamata da molti come un eroe.