La storia di Rebeca e Cristobal

Rebeca Bitrus una ragazza di 29 anni già mamma di due bambini è stata nelle mani del gruppo terrorista nigeriano Boko Haram per  due anni, dove conobbe anche alcune delle ragazze di Chibock che le suggerivano di convertirsi all’islam in modo tale da  non dover subire ulteriori violenze. Rebeca non accettò mai, riuscì a resistere. Vide il minore dei due suoi figli morire per mano del Boko Haram, fu costretta ai lavori forzati, subì violenze e abusi e dai quali nacque anche un bambino, Cristobal.

“Volevano farmi commettere un’attentato, volevano che mettessi una cintura esplosiva”, spiega. Avrebbe fatto come tante altre donne fanno: una volta slacciata la cintura sarebbe fuggita con i suoi figli, però non ne ha avuto la possibilità dato che non le consentivano di portarsi dietro i suoi bambini. Nel 2016 i sequestratori di Rebeca alò sentire gli elicotteri dell’esercito avvicinarsi riuniro le ragazze per provare a scappare, Rebeca si approfittò della situazione caotica e riuscì a fuggire, stava per abbandonare Cristobal, nato durante il sequestro, quando un soldato dell’esercito nigeriano le disse:”Portalo con te, potrai insegnargli il bene”

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