Padre Boulos Whebe: “il dialogo può andare avanti se poggia sul rispetto”

“Il dialogo teologico deve andare avanti ma bisogna che tutto poggi su questa premessa: ‘Io ho una fede diversa dalla tua. Tu mi rispetti per questo e io farò lo stesso nei tuoi confronti’”. “Quello che si può fare in più è stare insieme – ha proseguito tra gli applausi – vivere insieme, accettare le nostre differenze e approfittare dell’esperienza altrui”. Lo ha affermato il padre ortodosso Boulos Whebe , docente presso la Facoltà di scienze umane della Notre Dame University di Beirut durante il XXV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa a Bose.

Whebe vive in Antiochia e nel suo discorso ha voluto mostrare un punto di vista diverso sulla situazione del suo paese, quello di cui si parla poco: “Vivo in un edificio di 22 appartamenti e sono l’unico cristiano con la mia famiglia. I miei vicini affluiscono numerosi in occasione del Natale e della Pasqua per farci gli auguri. Alcuni ci salutano perfino con la frase ‘Cristo è risorto’, che è negata nel Corano”. Il padre si dice speranzoso rispetto alla situazione dei cristiani in Medio Oriente. Cristiani e musulmani condividono norme e valori, dialogano.

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