Cristiani che curano musulmani in Libano, dove solo l’essere un paziente è ciò che conta

“Non ci aspettavamo di ricevere tutta questa gentilezza e questo amore”, afferma una rifugiata musulmana siriana.

La Valle della Beqa’ si trova in Libano e accoglie la maggioranza dei rifugiati siriani. Dalla Siria sono fuggite quasi 5 milioni di persone; un milione di queste, oggi, vivono nella terra dei cedri. Il Libano sta cercando di riprendersi da quasi 15 anni di guerra civile e dalle conseguenze della guerra contro Israele del 2006.

Nonostante tutto ciò, la generosità dei libanesi ha fatto sì che i siriani potessero trovare un rifugio sicuro in centri come questo dell’Ordine di Malta.

In questo dispensario farmaceutico, gestito dall’ Ordine delle sorelle della Carità di Besançon, è offerta assistenza medica gratuita ai rifugiati. Qui ciò che è fondamentale è soddisfare i bisogni dell’essere umano che si ha davanti.

SUOR MARIA JOSEPHA ABOU HAIDAR
Consorella dell’ordine Charité de Besançon
“Il personale che abbiamo è composto da sciiti, sunniti, drusi e cristiani. Tutti si trovano bene. Abbiamo visto l’evolvere delle relazioni, sia tra la popolazione, che tra il personale. Ciò che vediamo è una grande apertura. Nessuno vive chiuso in sé stesso”.

“Non c’è nessun problema. Per noi musulmani e cristiani sono la stessa cosa. In Siria non sapevamo quale fosse la differenza, sapevamo solamente che siamo tutti figli di Adamo. Non facciamo distinzioni tra gli uni e gli altri.”

Il dispensario, fondato nel 1992, si occupa dei molti rifugiati che vivono nei Paesi vicini. La situazione di queste persone in Libano è precaria e posti come questo sono l’unica speranza per ricevere un’assistenza medica dignitosa.

RIHAB DABBOUS
Impiegata del centro
“Trattiamo tutti allo stesso modo, senza fare differenze di classe, provenienza o religione. Tutti allo stesso modo. Per questo alla gente piace venire qui”.

L’Ordine di Malta è una “potenza umanitaria” al servizio dei più deboli e dei più bisognosi. In Libano non solo li riceve, ma va loro incontro. Lo fa con questa unità medica mobile. Il dottor Jammal, musulmano sciita, lavora con l’Ordine da 26 anni.

JAMMAL ISMAIL
Medico
“In questa istituzione non ci interessa il loro credo, colore della pelle, o la loro etnia. Quello che ci interessa è sapere di cosa hanno bisogno per essere curati”.

Il territorio libanese è costellato di piccoli campi per rifugiati come questo, dove vivono 2.000 persone. In questo insediamento, l’Ordine di Malta è l’unico soggetto che presta aiuto alle famiglie fuggite dalla guerra – che sono in gran parte musulmane.

“Non abbiamo la possibilità di andare in un ospedale o in una farmacia. Non abbiamo soldi né per le visite né per i farmaci. Ci aiutano moltissimo, nessun ci sostiene come loro. Che Dio li aiuti, perché ci aiutano molto. Se non fosse per loro…”

Sua moglie ha appena compiuto 40 anni, suo figlio non parla perché traumatizzato dai bombardamenti. Non sono soltanto le medicine di questo servizio che curano le ferite di queste vittime di guerra.

“Questa è misericordia: l’amore, la misericordia, l’affetto, tutte cose bellissime.
Non ce le aspettavamo”.

Mentre gli altri Paesi con più risorse limitano gli aiuti e chiudono le porte ai rifugiati, il Libano, piccolo Paese con un’economia postbellica, li accoglie e offre loro la possibilità di vivere una vita dignitosa.