Suora irachena: “I musulmani sono bravi con noi”

Tre anni fa, il 6 agosto 2014, i miliziani dell’ISIS demolirono il convento delle suore domenicane dell’ordine di Santa Caterina da Siena a Qaraqosh. Dal 2014 ad oggi sono morte 24 sorelle dell’ordine. Ad ucciderle, lo shock, la paura e lo stress.

Oggi, sei delle 36 suore che abitavano nel convento sono riuscite a farvi ritorno dopo la liberazione di Qaraqosh. Suor Silvia afferma che le sue consorelle sono determinate a mantenere vivo il Cristianesimo in queste regioni, perchè parte delle loro radici.

SR. SILVIA
Suora Domenicana
La storia del Cristianesimo nasce lì. Quando i nostri antenati sono andati via, sono andati a vivere la. Noi abbiamo più di 200 anni di storia in quelle terre. Abbiamo dovuto lasciare il paese, ma il Signore ci ha fatto tornare dopo tre anni. Il nostro lavoro lì consiste non solo nell’aiutare i bambini, ma anche le persone che arrivano dalla Piana di Ninive o da Mosul. Dobbiamo dare loro la speranza perché il Signore non li ha mai abbandonati e mai ci abbandonerà”.

La suora domenicana assicura che la Piana di Ninive è sempre stata a maggioranza cristiana. Questo è il motivo per cui le sorelle hanno così a cuore il fatto di poter tornare in questi luoghi per aiutare le 300 famiglie cristiane pronte a ricostruire la loro vita a Qaraqosh.

Suor Silvia racconta di come anche i musulmani soffrano per le conseguenze dell’ISIS e di come stanno offrendo il loro aiuto ai cristiani, specialmente alle sorelle.

SR. SILVIA
Suora Domenicana
“Quando le nostre consorelle sono andate a vedere i conventi lì, i ragazzi musulmani erano felici di vederle. Per entrare in paesi come questo tutti devono mostrare i propri documenti alla frontiera, devono sapere chi sei e dove stai andando e il motivo della visita. Ma quando vedevano noi sorelle ci permettevano di entrare subito. Ci dicevano “Siete pure come la Madonna”. Tutti i musulmani amano Maria.

Ora questa comunità sta lavorando insieme per ricostruire le vite delle persone e tornare ad avere una quotidianità normale. Le sorelle domenicane, con l’aiuto di alcune organizzazioni come “Aiuto alla Chiesa che soffre”, sperano di poter riavere presto una casa. In questo modo, tutte le suore potrebbe tornare e ricominciare ad insegnare ai bambini della loro città, proteggendo le profonde radici cristiane.