“I conflitti in Terra Santa spingono i cristiani locali a partire”

La Fondazione Promozione Sociale lavora in Palestina dagli anni ’90. Deplora la decisione
del governo di Trump.

Gerusalemme è la Città Santa per le tre grandi religioni del mondo, che venerano al suo
interno luoghi emblematici per la loro fede. È un crogiuolo di culture e una città unica con una speciale vocazione alla pace, così come assicura Papa Francesco.

Perciò, preoccupa moltissimo la decisione del presidente degli Stati Uniti di riconoscere
Gerusalemme come capitale di Israele.

MACARENA COTELO
Direttrice di progetti, Promozione Sociale
“Si ripercuoterà su tutti i palestinesi in egual misura. Io sto già ricevendo messaggi da
cristiani che provano preoccupazione per il loro futuro, ma è la preoccupazione che si
trascinano dietro da tutti questi anni. C’è molta incertezza su ciò che accadrà a breve. In questo senso, io direi che musulmani e cristiani palestinesi condividono lo stesso problema e la stessa sfida. Evidentemente ciò non aiuta in alcun modo la convivenza cogli ebrei, perché così si torna a mischiare la politica e la religione in modo pericoloso”.

Macarena Cotelo è la direttrice di progetti della Fondazione Promozione Sociale, una delle
poche organizzazioni che, in maniera continuativa, lavora dagli anni ’90 per promuovere la convivenza pacifica e rafforzare la presenza cristiana in una terra in cui è sempre più difficile farlo.

MACARENA COTELO
Direttrice di progetti, Promozione Sociale
“L’effetto immediato che hanno i conflitti in Terra Santa è quello di spingere i cristiani a
partire”. FLASH “I palestinesi hanno la famiglia all’estero e a loro risulta relativamente facile, benché doloroso, ripartire. Loro sono veramente quelli che stanno nella situazione più delicata, essendo una minoranza”.

Per impedire questa diaspora, l’organizzazione coopera a progetti educativi e di sviluppo che danno valore alla presenza cristiana tra musulmani ed ebrei. Da ben due decadi promuove la creazione di scuole cristiane dove studiano bambini di differenti religioni.

MACARENA COTELO
Direttrice di progetti, Promozione Sociale
“Ci è sempre sembrato che fosse un modello meraviglioso da sostenere, perché da una parte sono spazi di convivenza pacifica dove i bambini imparano a crescere insieme fin da piccolissimi. Sono musulmani e cristiani unitie, al contempo, questi centri rafforzano la
presenza cristiana in Terra Santa”.

Tentano di dare soluzioni reali ai problemi tra palestinesi ed ebrei, come la questione
dell’acqua, un punto critico nel conflitto arabo-israeliano, o alla mancanza di energia in zone come Gaza, dove vivono circa 2000 cristiani.

MACARENA COTELO
Direttrice di progetti, Promozione Sociale
“I cristiani rimangono ancora. C’è una parrocchia e ci sono due scuole del patriarcato
latino. Una delle due vecchia, che abbiamo aiutato a restaurare e ora è un complesso che
protegge, per così dire, la congregazione delle Missionarie della carità di Madre Teresa, le
quali hanno un piccolo convento dove si prendono cura dei disabili; è un’area di sicurezza per i cristiani; l’altra è una scuola più grande, che è stata un rifugio per famiglie intere
durante alcuni degli ultimi conflitti”.

Il lavoro che questa fondazione svolge serve a ricordare che la pace in Terra Santa è molto
fragile e che qualsiasi decisione precipitosa può mandare all’aria il delicato lavoro di coloro che si sforzano per garantire un futuro di convivenza pacifica nella regione.