“Wake up”, il progetto che risveglia

Un progetto audiovisivo realizzato dalle Serve del Focolare della Madre sul tema dei cristiani perseguitati.

“L’uomo è egoista. Nel momento in cui io sto bene, non mi interesso del mio vicino”.

“Gesù disse: “Chi vuole essere mio discepolo, prenda la sua croce e mi segua”. Quindi, quando un cristiano affronta le difficoltà, deve essere preparato a farlo e pregare per avere forza”.

Queste sono alcune delle testimonianze di cristiani perseguitati raccolte dalle Serve del Focolare della Madre. Dal 2010 queste suore danno voce ai cristiani perseguitati in tutto il mondo.

HERMANA ISABEL
Responsable proyecto Despierta
“È incredibile come non sia conosciuto il fatto che intere parrocchie vengano massacrate. Che ci sono bambini che, a 7 o 11 anni, vengono interrogati e non sono disposti a rinunciare a Cristo per rimanere in vita”.

Tuttavia, da quel lontano 2010 fino ad oggi, la persecuzione dei cristiani è peggiorata. L´arrivo dello Stato islamico in Medio Oriente o di gruppi come Boko Haram o Al-Shabbaab in Africa, ha fatto sì che la violenza contro i cristiani raggiungesse i livelli dei primi secoli, come ricorda il Papa.

P. DOUGLAS AL-BAZI
“Se puoi, non stare a guardare. Entra in azione e svegliati”.

Sono state queste parole del sacerdote iracheno rapito da terroristi, e che ora è alla guida del progetto “Wake up&quot”, occupandosi ad Erbil di migliaia di sfollati che scappano dal Daesh.

Un´iniziativa che non si focalizza solo sul mostrare la realtà dei cristiani che soffrono, ma affronta anche il tema della “ripresa” delle coscienze. Soprattutto tra i credenti, promuovendo la preghiera e persino la catechesi sulla persecuzione.

HERMANA ISABEL
Responsable proyecto Despierta
“L´aiuto che arriva da questo progetto è per una rinascita della fede nella persona, questo è lo scopo”.

E stanno raggiungendo questo obiettivo con testimonianze come queste.

“Penso che i nostri cristiani iracheni siano migliori degli apostoli. Perché quando Gesù fu crocifisso tutti gli apostoli fuggirono. E il loro capo, San Pietro, rinnegò Gesù. Ma penso che i nostri cristiani sarebbero stati più forti di lui. Siamo orgogliosi. Paura? Sì. Daesh è a soli 40 chilometri da dove vivo. Ma anche se arrivassero, ora sono pronto. Ora sono pronto e la mia gente mi stia dando forza. Dobbiamo essere pronti in ogni momento”.

Il martirio dei cristiani perseguitati oggi sta aiutando tutti i cristiani, anche quelli che non hanno in pericolo la propria vita. È un aiuto a prendere coscienza di tutto quello di cui possono godere.