Asia Bibi, la famiglia a Roma: “È innocente, pregate per noi”

“Senza mia madre mi sento incompleta”, dice la figlia piccola.

Sono Ashiq ed Eisham, marito e figlia di Asia Bibi, la donna imprigionata in Pakistan da quasi 9 anni per il solo fatto di essere cristiana.

EISHAM MASIH
Figlia di Asia Bibi
“Senza mia madre mi sento incompleta. È molto difficile stare senza la mamma ed è per questo che vi chiedo di pregare per noi, affinché mia madre possa tornare a casa”.

ASHIQ MASIH
Marito di Asia Bibi
“Asia ci ha detto di provare a raccontare a Roma come stanno davvero le cose. Ci ha chiesto di dire che è innocente e che vuole tornare a casa dalla sua famiglia e stare di nuovo con i suoi figli”.

Da allora, Ashiq è padre e madre per i suoi cinque figli, la cui vita è stata distrutta dalla famigerata legge anti-blasfemia. Il crimine di Asia Bibi è stato quello di bere da una fonte da cui anche le donne musulmane bevevano. È stata accusata di aver inquinato l´acqua e di aver insultato Maometto.

Nel villaggio di Asia Bibi c´erano solo due famiglie cristiane tra 300 musulmane e la minaccia incombeva sempre su di loro. Dopo la condanna di Asia, il mullah ognigiorno, durante la chiamata alla preghiera, proferiva insulti contro di lei.

In tutto questo tempo, nonostante sia stata tentata, non si è mai convertita all´Islam, non ha mai rinunciato a Cristo. E la fede è il sostegno anche della sua famiglia.

ASHIQ MASIH
Marito di Asia Bibi
Ringraziamo Dio perché ci tiene in vita, perché nella nostra situazione è impossibile rimanere vivi e crediamo che sia solo la grazia di Dio che rende possibile questo”.

EISHAM MASIH
Figlia di Asia Bibi
“In questa situazione, preghiamo Dio, che ci dà conforto e Gli chiediamo di liberare nostra madre affinché possa tornare di nuovo con noi. Siamo sicuri che Dio ci aiuterà a tornare insieme”.

Asia è stata condannata a morte per impiccagione, ma è stato presentato un ricorso per impedire ciò. Nel 2015, la pena di morte è stata sospesa, ma il suo caso rimane irrisolto. Nel frattempo lei rimane in carcere.

Ashiq ed Eisham sono tornati in Europa per ricordare che Asia è viva e ha bisogno di libertà. Per questo parteciperanno all´evento organizzato da Aiuto alla Chiesa che Soffre al Colosseo, questa domenica 24 febbraio.

L´edificio sarà tinto di rosso come segno di protesta contro l´indifferenza verso i cristiani perseguitati.