Colosseo in rosso per i cristiani perseguitati

“Non possiamo lavarci le mani dal sangue di questa ingiustizia come fece Ponzio Pilato 2000 anni fa” ha detto il presidente di Aiuto alla Chiesa che Soffre.

Liz, come puoi vedere dietro di me, il Colosseo, che una volta giustiziava i cristiani, oggi è
illuminato di rosso, in segno di solidarietà per quei cristiani che oggi sono perseguitati in tutto il mondo.

Mentre i numeri continuano a salire, Aiuto alla Chiesa che Soffre sta sponsorizzando questo evento per sensibilizzare le persone su questo particolare tema. Ma non solo. Anche per chiedere di pregare per i cristiani che non sono in grado di praticare liberamente la loro fede in tutto il mondo, specialmente quelli in Medio Oriente.

Gli italiani e i turisti che hanno visitato il Colosseo questo fine settimana, hanno preso parte a un evento che rappresenta una delle più grandi sfide del cristianesimo oggi.

Secondo Open Doors International, ci sono almeno 200 milioni di cristiani che affrontano gravi persecuzioni nel mondo. Oltre 3.000 morti, 793 attacchi alle chiese e un numero sempre minore di cristiani in Medio Oriente.

Sabato, sponsorizzando e promuovendo questo evento, i membri di Aiuto alla Chiesa che Soffre hanno fatto una dichiarazione audace, con l´intento di combattere questi grandi numeri.

ALFREDO MANTOVANO
Presidente, Aiuto alla Chiesa che Soffre
“Questo è un simbolo della persecuzione dei cristiani nel mondo intero, di coloro che soffrono a causa della propria fede. Illuminiamo il Colosseo di rosso perché il loro
sangue versato non può lasciarci indifferenti. Non possiamo lavarci le mani del sangue di
questa ingiustizia come Ponzio Pilato ha fatto 2000 anni fa”.

CARD. MAURO PIACENZA
Presidente internazionale, Aiuto alla Chiesa che Soffre
“Certamente, oggi siamo in un punto in cui il martirio e il numero dei martiri è più
alto di quello che il paganesimo ha fatto qui. Questo è davvero un grido di allarme. Quindi
non dovremmo dimenticare questa indifferenza e questo sanguinoso martirio delle persone che sacrificano le loro vite per la loro fede”.

Con la persecuzione e la guerra che colpiscono particolarmente i cristiani in Medio Oriente,molti temono che coloro che sono fuggiti non torneranno alle loro case distrutte una volta che questo periodo sarà finito.

CARD. PIETRO PAROLIN
Segretario di Stato Vaticano
“Il Medio Oriente senza cristiani, come ha detto molte volte Papa Francesco, non ha senso. I cristiani sono una parte fondamentale di questa terra, non solo da un punto di vista storico, ma anche perché contribuiscono a tutto”.

All´evento di Roma hanno preso parte anche l´Iraq e la Siria. è stato un modo per unire le
persecuzioni in corso in Medio Oriente e far conoscere a tutto il mondo, in maniera simbolica, la storia di questi cristiani.