“I cristiani perseguitati in Iraq non si considerano eroi: credono di aver fatto ciò che era necessario fare”

Padre Luis Montes accompagna le comunità cristiane in Medio Oriente da 20 anni.

I cristiani della Piana di Ninive hanno celebrato la Pasqua così, all’interno di chiese ancora bruciate dallo Stato Islamico, come questa a Qaraqosh.

Hanno celebrato senza paura di camminare nuovamente per le strade che avevano lasciato quando il gruppo terrorista era arrivato per ucciderli.

A poco a poco stanno facendo ritorno alle loro case dall’esilio forzato a cui sono stati sottoposti, anche se non tutti sono disposti a correre il rischio che un altro Daesh torni a minacciarli di nuovo.

P. LUIS MONTES
Missionario, Istituto del Verbo Incarnato
“Il problema è che mancano all’appello ancora molti. Ad esempio a Karamles. È una città cristiana, c’erano circa 800 famiglie cristiane ma circa 300 sono state in grado di fare ritorno. Mancano ancora in molti. Ma c’è qualcosa di peggio: si stima che queste 300 famiglie non torneranno. In altre parole, una città di 800 famiglie sarà ripopolata soltanto da 500”.

Padre Luis Montes, sacerdote dell’Istituto del Verbo Incarnato, ha raccolto queste immagini che mostrano il disastro dopo la fuga dei terroristi. Hanno distrutto tutto ciò che era sul loro percorso e in primo luogo tutto ciò che aveva a che fare con il cristianesimo.

Nonostante sia rimasto molto poco – ci sono interi villaggi ridotti in macerie – i cristiani stanno tornando. Anche se la ferita inferta è stata profonda. Sono stati troppi gli anni di sofferenza.

P. LUIS MONTES
Missionario, Istituto del Verbo Incarnato
“Li sentiamo parlare e piangere, ma sempre alla fine hanno una parola di ringraziamento verso Dio. Essi riconoscono che Dio li ha aiutati e anche nei casi più tristi di persone con parenti assassinati, vedono la provvidenza di Dio “. FLASH “La loro fede non è in discussione. Il problema è che tutte le guerre insensate sono state causate da interessi umani e per questo non hanno più fiducia”.

Padre Montes, dall’Iraq, è molto attivo nell’ambito dei social network, in gruppi come “Friends of Iraq”, “SOS Christians in Siria” o “Nazareni perseguitati”. Grazie a persone provenienti da tutto il mondo che si mettono in contatto con lui, egli sa che la sofferenza di questi cristiani è un esempio per molti.

P. LUIS MONTES
Missionario, Istituto del Verbo Incarnato
“Non abbiamo bisogno di aiutarli a mantenere la loro fede. Loro ci aiutano a rafforzare la nostra. Non si considerano eroi ma persone che hanno fatto ciò che dovevano fare. Questo esempio così forte, così evidente di amore a Gesù Cristo – tanto da non aver nemmeno considerato la possibilità di rinunciare a Gesù -, sta producendo grandi frutti in Occidente, nelle persone che vengono a conoscenza di queste storie”.

Nella Piana di Ninive la situazione si va normalizzando più velocemente, ma nelle città più ferite come Mosul, con i cadaveri ancora nelle strade, ci vorrà molto più tempo. Solo 20 famiglie cristiane sono tornate nel luogo in cui 3 anni fa ce n’erano migliaia. I cristiani chiedono protezione dal governo per poter vivere in pace nella terra che appartiene loro dal primo secolo.