“Bus Young”, il progetto di Caritas Polonia a favore dei cristiani perseguitati Benedetto dal Santo Padre

“Nel mondo ci sono molti muri e per questo noi creiamo ponti – forse invisibili ma indistruttibili” raccontano i responsabili.

Questo è un veicolo che trasporta sogni e speranze. Trasporta i sogni del futuro di tre giovani siriani che sono stati costretti ad abbandonare la loro terra a causa della guerra. Trasporta la speranza che il conflitto in Siria termini il prima possibile.

BASHAR TOUMA
Rifugiato siriano
“La guerra… Per quanto parli della guerra, non sarò mai in grado di definire quanto sia difficile. Sperimentare quel tipo di vita con i combattimenti, le battaglie, i carri armati per strada, le persone che si uccidono davanti a te … Dobbiamo essere grati per tutto. Il mio messaggio è che spero che la pace arrivi presto, per il mondo intero in realtà, perché la guerra è una tragedia”.

Bashar studia in Polonia grazie a una borsa di studio di Caritas Polonia ed è parte dell’iniziativa “Bus Young”, che riguarderà un centinaio di città polacche che promuovono il volontariato tra i giovani cercando aiuti per la Siria. Il progetto non avrebbe potuto avere un punto di partenza migliore della benedizione di Francesco, al quale i ragazzi hanno spiegato l’obiettivo dell’iniziativa.

BASHAR TOUMA
Rifugiato siriano
“Per me stare con il Papa è stato molto impressionante e anche molto importante perché è una persona molto amata, che vuole conoscere il mondo intero. Pregare con lui e abbracciarlo è stata una delle più belle esperienze della mia vita”.

Dani, anche lui rifugiato siriano, partecipa a questa campagna che rappresenta un segno concreto di solidarietà nei confronti della Siria. Attraverso la generosità di 17.000 famiglie polacche ad esempio è stato possibile sostenere 12.000 famiglie siriane. Con questo aiuto Caritas Polonia intende trasmettere un messaggio potente.

MARCIN IZYCKI
Direttore Caritas Polonia
“Aiutando questi giovani della Siria e attraverso questa iniziativa vogliamo costruire ponti, non muri. Ci sono molti muri nel mondo ed è per questo che noi creiamo dei ponti, forse sì, invisibili, ma indistruttibili. Lì in Siria hanno distrutto tutto, le strade, i ponti, le chiese, ma i polacchi hanno costruito un ponte di solidarietà che non può essere distrutto perché passa da un cuore all’altro”.

Richiamare l’attenzione sulla situazione dei cristiani che subiscono persecuzioni è un altro obiettivo di questa “ambasciata mobile” della solidarietà. All’interno del minibus viaggerà anche una immagine della Vergine di Aleppo.

BASHAR TOUMA
Rifugiato siriano
ORIG. INGLÉS 00.49-01.13
“È molto importante che i cristiani restino in Siria perché per secoli quella è stata la casa dei cristiani e lì devono rimanere. Il mondo dovrebbe avere come obiettivo quello di sostenere queste persone in Siria e rimanere a loro fianco in questi momenti difficili”.

Questi giovani siriani, aiutati tramite la Caritas, desiderano restituire parte della solidarietà che essi stessi hanno ricevuto ed essere allo stesso tempo i migliori ambasciatori della Siria, così che nessuno dimentichi che la terra dove si convertì San Paolo ha bisogno di pace, oggi più di mai.