“La fede come un virus”, la teoria di Didier Rance

Dieci testimonianze di cristiani che hanno vissuto la persecuzione: vescovi, sacerdoti e laici clandestini dell’Europa orientale. Nel suo libro, “A travers la grande épreuve: Europe de l’Est, témoins de la noi danno la persécution”, Rance conferma la sua teoria secondo cui la fede è come un virus che si diffonde molto velocemente, soprattutto quando ci si imbatte in coloro che soffrono in nome della fede stessa.

“Proprio come la vita dà vita, chi ha la fede la trasmette agli altri – dice Rance -. Dio ha grande fiducia in noi e ci permette di trasmettere questo virus l’uno all’altro. Dio non ha posto un segno in cielo che dice: “Io sono Dio, credi in Me”. Dio ha fiducia negli uomini affinchè loro possano essere Suoi testimoni davanti a tutti”.

Pochi giorni fa l’autore ha presentato il suo libro nell’edizione spagnola a Madrid. “Se evidenziamo con un colore i passaggi del Vangelo che parlano di persecuzione e con un altro tutti quelli in cui il tono ruota maggiormente intorno alla pace, il contrasto è travolgente. Sembra – dice Rance – che l’intera Scrittura sia un manuale per preparare i cristiani di tutte le generazioni alla persecuzione”.

Parlando della possibilità di intervistare decine di fedeli, Rance continua: “ho avuto la possibilità di porre loro molti interrogativi. Alla domanda da dove prendessero la forza di andare avanti, mantenendo salda la propria fede in mezzo a tante difficoltà, tutti mi rispondevano ‘Perchè ho visto altri prima di me’ e si riferivano ai genitori, ai fratelli, ai nonni, altri parenti o amici, ai quali devono la loro fede in Cristo”.

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