Nigeria, l’arma usata dai cristiani è la preghiera

La Nigeria ha messo all’angolo Boko Haram, ma non del tutto. Dal 2009 il gruppo terroristico minaccia l’intero paese con attentati che colpiscono tutta la popolazione.

L’azione dei jihadisti ha prodotto un milione e settecentomila sfollati interni e rifugiati che vivono in campi come questo in paesi come Ciad, Niger e Camerun.

I cristiani sono nel mirino di Boko Haram. Nel 2014, 270 studenti sono stati rapiti dalla scuola di Chibok. All’inizio dell’anno il rapimento è avvenuto in un’altra scuola. Sequestrarono 113 persone che in seguito rilasciarono, tranne una, l’unica ragazza cristiana.

Padre Jude-Marie è un prete nigeriano e ha studiato a Roma tre anni. “Nonostante le minacce, i cristiani resistono”, ci dice.

JUDE-MARIE EZEIGBO
“La minaccia non è finita. Per disgrazia hanno anche chi li supporta e non sembra che qualcuno voglia fare qualcosa per porre fine a tutto questo. Ma, nel mezzo di questa crisi, la speranza non manca. La speranza che, alla fine della giornata, troveremo una via d’uscita. Come cristiani, la verità è che la fede è la roccia su cui appoggiamo la nostra sopravvivenza”.

La Nigeria è un paese con enormi risorse naturali, come il petrolio. Tuttavia, è anche uno dei paesi più corrotti e con più disuguaglianza sociale al mondo. Padre Jude-Marie si rammarica del fatto che questa combinazione di povertà e corruzione costituisca il terreno fertile per questo tipo di violenza e terrorismo.

JUDE-MARIE EZEIGBO
“La Nigeria è un paese ricco e benedetto. Il fatto che stiamo soffrendo per tutto ciò che sta accadendo significa che abbiamo messo da parte Dio e abbiamo deciso di andare avanti senza di Lui. Abbiamo ciò che ci basta per le nostre necessità, ma mai abbastanza per la nostra avidità, perché l’avidità è all’ordine del giorno”.

Più di 20.000 persone sono state uccise da Boko Haram, che non solo sottopone le proprie vittime a terribili torture fisiche, ma le obbliga anche a subire un terrorismo psicologico.

JUDE-MARIE EZEIGBO
“Il 25 febbraio 2014 quattro gruppi di Boko Haram hanno invaso un centro religioso, massacrando tutte le persone che trovavano. Le donne furono portate nei loro campi. Una suora, che è riuscita a fuggire, ci ha raccontato questa storia. Prima di attaccare, Boko Haram invia messaggi e lettere, segnali che annunciano che stanno per commettere un attentato”.

Padre Jude-Marie afferma che il martirio è parte dell’essenza del cristianesimo. Allo stesso tempo, però, chiede l’aiuto internazionale per porre fine alla violenza che affligge il suo paese. In questo scenario i cristiani usano l’unica arma che conoscono.

JUDE-MARIE EZEIGBO
“Dobbiamo pregare per perseverare, per poter sopportare e non perdere la fede. E dobbiamo anche pregare per la conversione dei terroristi perché, come Cristo ha detto sulla croce, ‘perdonali Signore perché non sanno quello che stanno facendo’. Non conoscono la luce di Cristo”.

Il sacerdote spiega che buona parte della missione della Chiesa in Nigeria sarà quella di aiutare le nuove generazioni a credere che sia possibile costruire un nuovo paese.