La creatività della Chiesa a Cuba

“C’è libertà di culto, ma non piena libertà di religione”, spiega il sacerdote.

Padre Rolando studia comunicazione a Roma. Sta compiendo un percorso di formazione nella Città Eterna per poi tornare nella sua natia Cuba e comunicare in modo più efficace la vita e l’attività della Chiesa sull’isola. Ma non sarà facile.

ROLANDO MONTES DE OCA
Sacerdote cubano
“Ci sono altre difficoltà che la Chiesa deve fronteggiare a Cuba, per esempio, non c’è una presenza stabile nei media. La presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione è stata graduale. Ci sono piccoli momenti alla radio che i vescovi tengono due o tre volte l’anno. Ma vorremmo avere questa possibilità per contribuire alla società, possibilità che per il momento non ci è riconosciuta”.

Tuttavia, a grandi problemi devono seguire grandi soluzioni. Questo sacerdote parla di una Chiesa che non si è scoraggiatra davanti ai numeorsi divieti che le sono stati imposti. Al contrario, ha permesso la nascità e lo sviluppo di una creatività speciale. Prova di questo sono queste case di missione. Di fronte alle difficoltà imposte dal regime comunista per costruire i templi, le case sono diventate letteralmente chiese domestiche.

ROLANDO MONTES DE OCA
Sacerdote cubano
“Ci sono evidenti difficoltà perché normalmente non si possono costruire templi. Ora invece ne sono stati inaugurati tre, ma chiediamo da molti anni di poter costruire templi in città dove ancora non ci sono. In tutte le città di Cuba ci sono comunità cristiane, con o senza tempio. In alcune comunità, in luoghi in cui la Chiesa ha acquisito molta vitalità, si celebra l’Eucaristia, si fa catechismo e si celebrano i sacramenti in veri centri pastorali: dalla casa di una famiglia o sotto un albero di mango”.

Il ponte tra la Chiesa e il governo comunista va avanti da ormai 60 anni, con molto sforzo di comprensione e dialogo. Tuttavia, come spiega padre Rolando, c’è ancora molto da fare in termini di libertà religiosa.

ROLANDO MONTES DE OCA
Sacerdote cubano
“C’è libertà di culto, tuttavia la libertà religiosa richiede ancora più condizioni. Nella libertà religiosa, abbiamo ancora una lunga strada da percorrere. Non direi che non ce n’è una, né direi che ce n’è una completa. Siamo in cammino, un cammino che si costruisce con il dialogo, ma per quanto riguarda la libertà religiosa dobbiamo camminare ancora”.

Lungo il cammino ci sono stati gesti grandi e importanti, come la presenza dei Pontefici sull’isola e gesti timidi ma significativi, come la recente visita del nuovo presidente Díaz Canel al santuario della Virgen de la Caridad del Cobre. Ciò che è indubbio, secondo questo sacerdote, è che il popolo cubano sia un popolo profondamente religioso. Radici che nemmeno 60 anni di marxismo ateo hanno potuto sradicare.