“Un monaco in ostaggio”, il libro di padre Mourad

“Noi testimoniamo Gesù, principe della pace, non imbracciamo fucili”. Rispose così padre Jacques Mourad quando gli chiesero di accettare la richiesta del governo damasceno di armare i cristiani per combattere l’Isis. Fu rapito e per cinque lunghi mesi visse nelle mani dei jihadisti. Questa è la storia che racconta nel suo libro, uscito poche settimane fa in Francia, dal titolo “Un monaco in ostaggio. L’appello alla pace di un monaco ostaggio dei jihadisti”

Fu prelevato nel suo convento di Mar Elian, non distante da quella Mar Musa dove con l’amico Paolo Dall’Oglio creò l’omonima comunità. Padre Jacques racconta che aveva capito che qualcosa stava per accadere. Aveva tentato di tutto per evitare il collasso cittadino, organizzando anche un corso di musica per giovani cristiani e musulmani per insegnar loro che le loro mani sono fatte per l’arte, il bello, la musica, il lavoro, non per i fucili. Ma tutto questo, purtroppo, non bastò.

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