Padre Samir Khalil, costruttore di ponti tra islam e cristianesimo

“Ha aperto la strada per una nuova fiducia in se stessi da parte degli oppressi e dei perseguitati”. Questo è il motivo per cui la tedesca “Stephanus Foundation for Persecuted Christians” ha deciso di conferire un premio a padre Samir Khalil, gesuita egiziano, grande studioso del patrimonio letterario cristiano del mondo arabo. La cerimonia di conferimento dell’onorificenza si è svolta il 21 luglio scorso nella Sala degli specchi della residenza in stile barocco a Eichstätt, comune della Baviera.

Negli anni ’80 padre Samir ha fondato a Beirut il CEDRAC Research and Documentation Center per approfondire lo studio del patrimonio letterario cristiano del mondo arabo. Nel 2015 ha presieduto a Roma il Pontificio istituto orientale (Pio).

Ricevendo il premio in Baviera, il gesuita ha invitato i presenti “ad avere più coraggio per il dialogo”. Poi ha sottolineato che “i concetti di cristianesimo e islam sono profondamente differenti. Ma nonostante tutte le violenze, non bisogna mai dimenticare di considerare i musulmani nostri fratelli e sorelle e lavorare per la pace”.

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