“Siamo vive grazie alla potenza di Dio”

Implorano il mondo di ascoltare le grida del popolo iraniano, mentre raccontano la loro storia. Sono Maryam Rostampour e Marziyeh Amirizadeh, due cristiane iraniane che circa 10 anni fa furono imprigionate a causa della loro fede cristiana.

Lo scorso mese, a Washington, prima dell’apertura dei lavori della sessione plenaria dello State Department for the Ministerial to Advance Religious Freedom, le due ragazze hanno raccontato di come la fede le sostenne durante quei momenti.

Le due donne sono state arrestate nel 2009 dal regime iraniano e hanno trascorso 259 giorni in una delle prigioni più note della nazione. Quotidianamente sottoposte a interrogatori e torture psicologiche, sono state infine condannate all’esecuzione per impiccagione. Anche davanti a continue minacce nei confronti delle loro famiglie, le de ragazze non rinnegarono la loro fede.

“L’unica cosa che ci ha aiutato a non rinnegare la nostra fede – ha detto Amirizadeh – è stata la nostra relazione personale con Gesù e l’amore di Dio che abbiamo sperimentato nella nostra vita. Abbiamo detto loro molte volte che Gesù è il nostro Signore e non avrebbero potuto portarLo lontano da noi”. E Rostampour ha aggiunto: “Noi siamo vive oggi grazie alla potenza di Gesù e dei suoi miracoli”.

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