Giovani perseguitati, un congresso a Madrid

“Siamo tutti nazareni”. Questo è il titolo del congresso che, per la terza edizione, dal 19 al 21 ottobre a Madrid, metterà al centro la libertà religiosa. In particolare quest’anno verrà affrontato il tema dei bambini e dei giovani perseguitati.

Ci saranno numerose testimonianze di persone che hanno sofferto sulla loro pelle la violenza di gruppi terroristici come lo Stato islamico o Boko Haram. Saranno 17, provenienti da India, Nigeria, Iraq, Yemen, Egitto, Kenya, Sud Sudan, e Repubblica Ceca. Fra loro c’è padre Tom Uzhunnail, rapito per 577 giorni da un gruppo jihadista nel 2016. Il sacerdote salesiano assisteva pastoralmente la casa per anziani che gestivano le Missionarie della Carità in Yemen. In quel giorno i terroristi uccisero quattro delle cinque sorelle e diversi volontari.

Al congresso, tra gli altri, saranno presenti anche Rebeca Britus, una donna nigeriana che è stata rapita, torturata e violentata da Boko Haram, e il vescovo Juan José Aguirre, vescovo di Bangassou, nella Repubblica centrafricana.

Testimonieranno anche due studenti dell’Università di Garissa, in Kenya, che hanno erano presenti all’attentato in cui morirono 147 persone nell’aprile 2015. E poi ancora, Padre Naim Shoshandy, che è dovuto fuggire dall’Iraq per la persecuzione dello Stato islamico e Petr Jasek, volontario cristiano che è stato condannato a 20 anni di prigione in Sudan.

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