Cristiani in India: “La preghiera è la nostra unica risorsa”

Si è conclusa settima scorsa la settimana di preghiera contro la persecuzione religiosa in India. Una iniziativa voluta dall’organizzazione ecumenica Persecution Relief.

Di fronte ai crescenti episodi di violenza subiti dai cristiani in India, minacciati di essere cacciati dalle loro case e che continuano a vedere le loro chiese distrutte, il pastore Shibu Thomas, fondatore dell’organizzazione, racconta che in “centinaia di migliaia” hanno partecipato all’iniziativa, chiedendo il rilascio dei circa 100 pastori e fedeli incarcerati con false accuse di conversioni forzate. “Non vogliono più avere paura di vivere in India, né essere minacciati di venire cacciati dalle proprie case per la fede. La preghiera è la nostra unica risorsa”.L’obiettivo della manifestazione è “creare maggiore consapevolezza e aiutare ad aprire i cuori del popolo di Dio”.

Una simile campagna si è resa necessaria a causa dei numerosi episodi di discriminazione e violenza contro i cristiani, che vivono nel Paese a maggioranza indù. Persecution Relief ne ha contati più di 1.200 negli ultimi due anni. Di questi, circa 60 casi sono stati registrati in soli nove mesi in Uttar Pradesh, lo Stato famoso per la sua ostilità nei confronti dei fedeli di Cristo.

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