Il carisma di padre Dall’Oglio

A cinque anni dalla scomparsa, ancora avvolta nel mistero, si torna a parlare di padre Paolo Dall’Oglio. In un seminario a Beirut si ripercorre la figura del gesuita missionario in Siria.

Figura carismatica del dialogo interreligioso islamo-cristiano, padre Dall’Oglio è scomparso dopo essere penetrato quel giorno nel quartier generale dello Stato islamico a Raqqa, al tempo roccaforte del Califfato in Siria, per difendere la causa e chiedere la liberazione di diversi ostaggi in mano al gruppo jihadista. L’evento è stato però occasione di parlare non tanto dell’enigma della sua scomparsa, quanto piuttosto del suo tentativo di penetrare il mistero dell’abisso fra la religione cristiana e quella musulmana.

Padre Dany Younès, padre provinciale dei Gesuiti, ha voluto paragonare l’avventura spirituale di Paolo Dall’Oglio a quella di Abramo, considerato dalle Sacre Scritture come “l’amico di Dio”. Ecco quanto ha affermato padre Younès: “La fede, non è la dottrina. La fede è salvifica, la fede istruisce […] Padre dei credenti, Abramo era testimone di una amicizia che superava di gran lunga le dottrine […] È nell’amicizia che solo Dio può donare, che Paolo trovava la sua vocazione, e a partire dalla quale concepiva la vocazione della Compagnia di Gesù, così come di tutte le famiglie religiose. Il sincretismo provocatore contenuto nel suo pensiero non si pone a livello di dottrina, ma sul piano dell’amicizia”.

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