Il papa negli Emirati, un segnale di speranza

La visita di Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti potrà contribuire a promuovere il dialogo islamo-cristiano. Questo è il pensiero del Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, il dicastero vaticano che ha la giurisdizione sui Vicariati apostolici nella penisola arabica, e su tutte le comunità cattoliche dell’area.

Il Papa infatti è in partenza per la prima volta nella storia per gli Emirati dove si fermerà dal 3 al 5 febbraio.

“In tutta la penisola – dice il cardinale -, a larga maggioranza islamica, la presenza cristiana iniziò con antiche comunità di rito orientale, stanziate lungo le coste del Golfo persico, che poi si espansero in tutto il Medio Oriente. Oggi la presenza di cristiani nella penisola arabica è legata ai migranti: non ci sono comunità autoctone, ci sono alcuni cristiani arabi ma si tratta di singoli individuali”. E sulla situazione attuale continua: “Il governo degli Emirati permette alla Chiesa di gestire scuole ed è possibile svolgere un servizio di istruzione a beneficio di bambini e giovani, a partire da quelli appartenenti alle stesse famiglie migranti. Va notato che le scuole (11 istituti educativi in tutto) non sono scuole confessionali, ma sono aperte a tutti, frequentate in maggioranza da allievi non cristiani. Qui già si vive una certa integrazione, non si fa proselitismo, non si insegna la religione ma si vive la coesistenza pacifica, e i valori fondamentali del rispetto e della dignità umana sono promossi, vissuti e insegnati. Il servizio di istruzione è essenziale ed è un servizio al bene comune”.

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