Reazioni positive dall’incontro di Abu Dhabi

Il viaggio di Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti ha suscitato non poche reazioni da parte dei vari personaggi a capo di chiese o comunità locali.

Il Cardinale Joseph Coutts, ad esempio, Arcivescovo di Karachi e Presidente della Conferenza Episcopale del Pakistan, presente ad Abu Dhabi durante la visita del Papa, dal 3 al 5 febbraio scorsi, ha commentato così: “La conferenza è stata molto importante e fruttuosa perché persone di varie fedi si sono riunite in un unico luogo per parlare di un messaggio di amore, pace, fraternità, secondo gli insegnamenti delle loro rispettive religioni. Nessuno dei presenti ha detto che la propria religione insegna ad odiare e uccidere in nome di Dio”. E pensando al suo paese, il Cardinale ha proseguito: “I cittadini in Pakistan possono prendere esempio degli Emirati Arabi Uniti che celebrano nel 2019 l’Anno della tolleranza. Gli Emirati Arabi Uniti sono una paese islamico che offre un esempio di pace, armonia e tolleranza, avendo cura dei diritti fondamentali delle persone che vivono nella loro terra. Il governo ha dato alle comunità religiose, inclusa la Chiesa cattolica, terreno per costruire i loro luoghi di preghiera e culto”.

Anche Mons. Method Kilaini, Vescovo ausiliare della diocesi di Bukoba in Tanzania, era presente alla Conferenza globale della fraternità umana. Il vescovo ha tenuto ha sottolineare come questo incontri dimostri “che i fedeli dell’islam desiderano costruire pace e armonia nel mondo. È un messaggio che raggiunge in primis il mondo musulmano, in Asia ma anche in Africa”. E proprio pensando all’Africa tutta e alla Dichiarazione firmata da Papa Francesco e dal grande Imam Ahmad Al-Tayyib, afferma: “Questa conferenza e la Dichiarazione firmata dal Papa e dall’Imam saranno molto utili nel contesto dell’Africa, dove i gruppi fondamentalisti islamici stanno crescendo. Questo accade perché molti fondamentalisti islamici giungono in Africa, partendo dal Medio Oriente, e portano ai musulmani locali un messaggio di odio, discriminazione ed estremismo”.

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