Cristiani, indù e musulmani in marcia per la pace

Circa 300 persone di diverse religioni (cristiani, indù e musulmani) impegnate nella società per pace, si sono unite alla manifestazione per la pace avviata il 13 febbraio scorso da Lumbini (Nepal) che culminerà a Magahar nell’Uttar Pradesh, lo stato più popoloso dell’India. La marcia si concluderà con una serata culturale il 17 febbraio all’Università di Gorakhpur, nella regione nord-orientale dell’Uttar Pradesh.

“Appena iniziato il nostro viaggio di pace, armonia e fratellanza, nel Kashmir una quarantina di soldati indiani sono stati martirizzati. L’intenzione dei terroristi – dice Anoop Shramik, attivista per i diritti umani e tra gli organizzatori della manifestazione – è destabilizzare il contesto e le relazioni tra India e Pakistan, ma anche il nostro attuale governo (indiano, ndr.) è chiamato a un maggiore impegno in favore della pace”.

Durante la marcia, il “Prerna Manch” (Forum per l’ispirazione), gruppo teatrale della Vishwa Jyoti Communications, nella congregazione della Indian Mission Society a Varanasi, realizza drammi teatrali e spettacoli di strada incentrati sul tema dell’armonia sociale e religiosa e del rispetto per il prossimo. Il gruppo canta inni sull’unità, sulla pace e sull’amore, guidando così il corteo di pace.

Padre Mathew, membro Indian Mission Society, afferma che “è un dovere cristiano diffondere il messaggio di pace e amore”. Padre Mathew e il gruppo Vishwa Jyoti Communications, che dal 2005 organizza manifestazioni per la pace, rendono un servizio dedicato a promuovere l’armonia interreligiosa attraverso un dialogo vissuto con la gente. L’aspetto migliore di questo dialogo è che si svolge nella vita quotidiana della gente.

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