Salah Farah, in difesa dei fratelli cristiani

Un giovane insegnante musulmano in difesa dei compagni di viaggio cristiani. Salah Farah si trovava su un autobus che viaggiava attraverso Mandera, in Kenya, quando il mezzo è stato attaccato da un gruppo di terroristi di Al-Shabab, nel dicembre scorso. Gli aggressori hanno chiesto ai musulmani e ai cristiani di dividersi, ma Salah era tra i passeggeri musulmani che hanno rifiutato di eseguire questo ordine. A quel punto, fu colpito da una pallottola e circa un mese più tardi è morto nell’ospedale di Nairobi.

All’epoca del fatto, Salah aveva dichiarato alla BBC che gli aggressori gli avevano offerto una via di fuga. “Ci hanno detto che se eravamo musulmani, saremmo stati al sicuro”. E raccontando quello che era successo, aggiunge: “Noi siamo fratelli. È solo la religione che ci differenzia. Per questo, chiedo ai miei fratelli musulmani di prendersi cura dei cristiani perché anche i cristiani si prendano cura di noi, e così possiamo aiutarci a vicenda, vivendo insieme pacificamente”.
Il fratello di Salah, Rashid, ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano The Star del Kenya, augurandosi che la morte del fratello possa aiutare a ritrovare l’armonia perduta e incoraggi i kenioti a vivere come un’unica comunità.

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