Un sacerdote a proposito dei cristiani uccisi per non essere entrati nell’ISIS. Dicevano: “Sono nato cristiano, morirò cristiano”

Aiuto alla Chiesa che Soffre ha mostrato come si vive in Siria dopo 8 anni di guerra civile.

La ricostruzione del Paese è più difficile per le minoranze, soprattutto per i cristiani. Essi, oltre a soffrire il conflitto armato, hanno subito persecuzioni da parte dei fondamentalisti islamici.

Padre Talal Mtanis Taalab viene da Maaloula. Racconta come nella sua città quelli che prima erano vicini di casa siano diventati persecutori. Un giorno sono entrati in casa e hanno ucciso molti dei suoi parenti e amici.

TALAL MTANIS TAALAB
“Dopo una lunga discussione, i miei parenti hanno detto: ‘Siamo nati cristiani e moriremo cristiani’. Hanno ucciso il primo, sicuramente dopo averlo torturato, e lo stesso con il secondo, che era figlio unico e un uomo molto pacifico. Hanno fatto lo stesso con uno studente di ingegneria. Gli hanno detto che doveva decidere; che se voleva avere un futuro, doveva unirsi a loro. Lui ha risposto allo stesso modo: ‘Sono nato cristiano e morirò cristiano’. Hanno ucciso tutti e tre sparandogli alla testa e al cuore”.

Per sostenere i cristiani in Siria, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha lanciato diverse iniziative di raccolta fondi. Dal 2011 ha realizzato 813 progetti e ha stanziato oltre 36 milioni di euro.

Si tratta di progetti volti a ricostruire non solo le case, ma anche il cuore dei loro abitanti.

TALAL MTANIS TAALAB
“Preghiamo per ogni famiglia, per ogni madre, per ogni fratello, perché le loro lacrime sono ancora troppe. Che Dio gli offra conforto e pace”.

La popolazione siriana è scesa da 22 milioni e mezzo a 18 milioni. 12 milioni di loro hanno perso le loro case. Inoltre, l’80% del totale ha difficoltà di accesso all’acqua potabile e il 64% ha gravi necessità umanitarie.