Ezequiel Ramin: il missionario ucciso per aver difeso i diritti delle popolazioni indigene e dei piccoli proprietari terrieri

https://youtu.be/nRUL7h7ypuw

L’assenza dello Stato in località remote ha fatto sì che i missionari diventassero l’unica autorità morale in grado di denunciare gli abusi dei latifondisti.

Il Brasile degli anni ’80 era diventato una terra senza legge. Il governo aveva promosso la
colonizzazione delle regioni interne del Paese, al confine con l’Amazzonia. Tuttavia, la sua
capacità di garantire l’ordine era scarsa. Nella zona di Rondônia, i grandi proprietari terrieri abusavano dei piccoli proprietari terrieri e delle popolazioni indigene senza timore di rappresaglie. È qui che nel 1984 è stato inviato il missionario Ezequiel Ramin.

Aveva 31 anni e apparteneva alla Congregazione dei Comboniani, fondata a metà del XIX secolo. Già in Italia, suo Paese d’origine, aveva dimostrato un grande impegno verso i meno abbienti. A Napoli aveva promosso una delle prime manifestazioni pacifiche contro la camorra.

FABIANO RAMIN
Fratello di Ezequiel
“Aveva un carattere deciso, era anche testardo. Era determinato nell’affrontare i problemi là dove la gente lo chiamasse o dove fosse necessario”.

Ezequiel si era immediatamente fatto carico della situazione locale per denunciare gli abusi dei grandi proprietari terrieri e confortare i piccoli agricoltori, cosa che gli è costata la vita. Poco più di un anno dopo il suo arrivo, gli hanno sparato a morte.

FABIANO RAMIN
Fratello di Ezequiel
“Due anni prima avevamo perso un altro fratello in un incidente stradale. Ezequiel ha celebrato il suo funerale. E due anni dopo è morto. Per i miei genitori il colpo è stato molto duro”.

Il suo assassinio è stato un esempio di come aree remote dell’Amazzonia fossero state
completamente abbandonate al loro destino. Lì, i leader religiosi erano diventati l’unica autorità morale in grado di denunciare gli abusi. Ora è in corso il processo di beatificazione di Ezequiel e Giovanni Paolo II lo ha definito “martire della carità”. Durante il Sinodo sull’Amazzonia, è stata consegnata a Papa Francesco una petizione formale per dichiarare martiri tutti i missionari uccisi in Amazzonia per aver difeso i più svantaggiati, e tra di loro Ezequiel Ramin.