Una suora missionaria offre un’istruzione avanzata alle giovani donne in Sud Sudan

Suor Orla Treacy è intervenuta all’evento “Donne in prima linea”, svoltosi presso
l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma Tre suore missionarie hanno entusiasmato i
partecipanti a un evento che si è svolto all’Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa
Sede a Roma. Il motivo è stato il loro lavoro di responsabilizzazione e cura quotidiana delle donne attraverso l’istruzione o la sanità, dando loro la possibilità di un futuro migliore.

L’Ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Callista Gingrich, ha aperto il secondo simposio annuale.

CALLISTA GINGRICH
Ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede
“Oggi siamo qui per riconoscere il lavoro delle religiose in prima linea”.

Una delle relatrici è stata Suor Orla Treacy vincitrice del Premio “Woman of Courage”
2019, dato dagli Stati Uniti. Suor Treacy ha affermato che nel suo lavoro inSud Sudan non sta ricostruendo, ma piuttosto costruendo questo nuovo Paese nato otto anni fa.

Suor Orla lo fa attraverso l’educazione dei giovani e delle donne, vittime della guerra civile
ancora in corso nel loro Paese.

SR. ORLA TREACY
Missionaria in Sud Sudan
“Gli effetti della guerra si sono fatti sentire in tutto il Paese. E come missionarie religiose non siamo state risparmiate, con l’uccisione di due missionarie e molte delle nostre comunità sfollate e attaccate. Su una popolazione di 11 milioni di persone, 4 milioni sono oggi sfollate e 7 milioni soffrono la fame”.

Nel Paese con il più basso tasso di alfabetizzazione del mondo, il 26 per cento, solo
il 7 per cento delle ragazze finisce la scuola. Suor Orla lavora con le giovani ragazze in un
collegio, per far progredire la loro istruzione e sperare in un futuro migliore. La scuola è
diventata un rifugio sicuro per molti. Un esempio fornito è stato quello di Martha,
sfuggita a un matrimonio forzato a 16 anni con un uomo che aveva già tre mogli.

SR. ORLA TREACY
Missionaria in Sud Sudan
“Quando si è rifiutata, è stata picchiata e costretta a camminare in un bosco per le nozze.Durante il viaggio, è riuscita a fuggire in mezzo all’erba alta e a tornare in città. Ha cercato di mettersi di nuovo in salvo nella scuola, ma purtroppo è stata ritrovata e picchiata. La nostra scuola non può mai chiudere”.

Suor Orla vive da 15 anni nella zona ora conosciuta come Sud Sudan, prima ancora
dell’inizio della guerra. Lavora assiduamente con i bambini delle scuole, insegna loro a
desiderare la pace e la speranza in un futuro pieno di opportunità, che cominciano tutte in classe.