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Cristiani e musulmani di Homs non dimenticano il gesuita ucciso nel 2014

Ha vissuto in Siria per 50 anni e si è rifiutato di tornare in Europa nonostante la guerra,
Il gesuita olandese Frans van der Lugt ha trascorso in Siria 50 anni. Ha vissuto a Homs, dove si è verificato uno degli episodi più sanguinosi della guerra civile. La città è rimasta sotto assedio per tre anni, tra il 2011 e il 2014. La gente moriva letteralmente di fame.

Alcune settimane prima della fine della battaglia, qualcuno bussò alla porta di casa sua e gli sparò a morte.

Aveva 75 anni e la sua uccisione sconvolse gli abitanti che erano rimasti nella città, compresi i musulmani come Samer Al-Dahhak.

SAMER AL-DAHHHAK
Amico di P. Frans van der Lugt
“Quando ho appreso la notizia, mi sono sentito molto male. Ho pianto tanto, e non solo io, ma anche i miei genitori, che erano suoi amici. Hanno pianto più di me. Era un amico di famiglia”.

Nonostante la guerra e la sua età avanzata, padre Frans si era rifiutato di lasciare la Siria. A motivo di decisioni come questa e grazie alla sua personalità amichevole e accogliente, padre Frans aveva conquistato il cuore di tutti. Era considerato come un siriano.

SAMER AL-DAHHHAK
Amico di P. Frans van der Lugt
“Quando andavamo in escursione, nel deserto o in montagna, nei villaggi, aveva un’enorme capacità di relazione. Emanava una sorta di ‘magia’ che lo avvicinava alle persone. Siamo rimasti molto colpiti da quel modo meraviglioso che aveva di entrare in contatto con la gente”.

Padre Frans è stato sepolto nel giardino della residenza dei gesuiti dove viveva. La sua tomba è visitata continuamente dalla gente del quartiere, sia dai cristiani che dai musulmani. Lì pregano per la fine della guerra e il ritorno della pace in Siria.