Vescovo indiano: la presenza cristiana combatte il sistema delle caste

È il primo vescovo della diocesi più grande dell’India, Shamshabad, che include 23 stati e due isole. È un’eparchia di rito siro-malabarese, creata due anni fa da Papa Francesco per rafforzare l’unità tra i cristiani in India.

La diocesi di Monsignor Raphael Thattil ha anche un’altra missione: prendersi cura dei migranti e dei più sofferenti, non solo all’interno dei confini indiani. Infatti, molti membri della diocesi sono andati in Iraq per soccorrere i cristiani di questo Paese.

MONS. RAPHAEL THATTIL
Vescovo di Shamshabad, India
“Il rito siro-malabarese deve molto alla Chiesa caldea. Quando il Patriarca della Chiesa cattolica caldea ci è venuto a traovare e abbiamo saputo delle difficoltà in cui si trova la Chiesa caldea, ci ha chiesto se fosse possibile mandare missionari “così come a nostra volta noi avevamo mandato i nostri missionari per dare supporto alla vosta Chiesa”. Così abbiamo accettato e abbiamo mandato un gruppo di preti e un gruppo di suore per prendersi cura delle necessità della Chiesa caldea.

Questo legame tra la Chiesa caldea e la Chiesa indiana è nato nel I secolo grazie all’apostolo Tommaso.

In entrambi i Paesi, i cristiani sono una minoranza e per questo una popolazione che spesso si vede privata dei propri diritti. In India, la Chiesa lavora per promuovere il rispetto e la dignità per le persone più povere, che molte volte sono cristiane. Il sistema delle caste può sembrare una cosa del passato, ma la mentalità classista non lo è affatto. 

MONS. RAPHAEL THATTIL
Vescovo di Shamshabad, India
“”Se vieni a Kerala, a maggioranza cristiana, e fai riferimento alla casta di qualcuno. Qui è presente un sentimento di equaglianza, probabilmente grazie alla presenza cristiana”
“In altre parti, tutto questo è proibito dalla Costituzione, ma la mentalità non è cambiata. La Costituzione non può canbiare le persone. Non voglio dire che ci sia  ancora un sistema delle caste in India. Teoricamente no, ma l’idea continua a influenzare il nostro Paese”

In ottobre, i vescovi indiani hanno avuto le visite ad limina a Roma. Il papa ha assicurato la sua volontà di poter visitare l’India un giorno.

MONS. RAPHAEL THATTIL
Vescovo di Shamshabad, India
“Siamo emozionati. Lo è tutto il nostro Paese, inclusi gli induisti e i musulmani”.
“La nostra gente aspetta di vedere il Santo Padre faccia a faccia, di ascoltare le sue parole”

Monsignor Thattil ricorda questo momento come un incontro familiare, nel quale papa Francesco ha avuto un dialogo sincero e aperto con loro. Una visita del papa in India sarebbe un segno di speranza per la minoranza cristiana, che conta poco più del 2% della popolazione di un miliardo e trecentoquaranta milioni di persone a maggioranza induista