Missionaria in Egitto: Gesù rimane in Egitto tra i bambini rifugiati

Quella di questa missionaria comboniana è una vita dedicata agli altri. Expedita Pérez ha passato 8 anni in Sudàn, 7 in Egitto e ora si prepara per la sua nuova destinazione.

Ha conosciuto il Sudàn quando non era ancora nato il Sudàn del Sud. Nel Paese africano lavora con i più poveri tra i poveri ed è stata testimone di molte ingiustizie

EXPEDITA PÉREZ
Misionera Comboniana
“I sudanesi del Sud e i cristiani erano cittadini di terza o quarta categoria. Inoltre a quel tempo c’era un’aperta persecuzione. Ogni dicembre durante il Natale, il governo mandava i carri armati per distruggere le cappelle fatte di canne, dove i cristiani celebravano e li portavano nel deserto dove non c’era acqua né altro.”

La violenza delle istituzioni provocò il fatto che molte di queste persone emigrarono cercando la pace fuori dal proprio Paese. I sudanesi e anche gli eritrei arrivarono a migliaia in Egitto, esattamente la seconda destinazione di Expedita. 

Lì la missionaria ha lavorato con questi rifugiati, soprattutto concentrandosi sui più piccoli.

EXPEDITA PÉREZ
Misionera Comboniana
“Gesù è ancora in Egitto perché è l’Incarnazione. Dove c’è qualcuno che ha fame, qualcuno che ha sete, qualcuno nel bisogno, lì c’è Lui. Chi più di questi bambini, che molte volte arrivano senza famiglia, ha bisogno del nostro aiuto, della nostra solidarietà, della nostra fraternità e Gesù è presente in loro?”

Anche in Egitto Exepedita è stata testimone della violenza e della discriminazione contro i cristiani.

Uno degli ultimi attacchi che ha vissuto è stato questo, contro la chiesa di San Marco ad Alessandria. Dice che i cristiani egiziani non hanno paura del martirio.

EXPEDITA PÉREZ
Misionera Comboniana
“I cristiani che lavoravano con noi ci hanno detto, quasi piangendo: “Sorella dovevo essere lì, perchè non c’ero?Io dovevo esserci, ma dovevo venire a lavore qui, non c’ero ma dovevo esserci e morire come un martire della mia fede”.

In basse alla sua esperienza, Expedita spiega che la convivenza quotidiana tra persone di diverse religione è normale, ma gli estremisti fanno troppo rumore, specialmente quando sono al governo. Il Sudàn e l’Egitto ne sono due esempi, due Paesi dove i cristiani praticano preoccupati la propria fede.

EXPEDITA PÉREZ
Misionera Comboniana
“Sono sorpresa che non ci siano persone che guardino verso la porta. Perchè la nostra esperienza in Sudàn e in Egitto è che, sebbene nessuno smetta di andare alle celebrazioni per paura, tutti teniamo d’occhio la porta”.

La prossima destinazione della religiosa è la Turchia. Lì lavorerà di nuovo con immigrati e rifugiati, vitteme di nuove guerre che moltiplicano le ferite sul volto dell’umanità. Per forturna ci sono persone come Expedita che consacrano la propria vita alla cura di queste ferite.