La Chiesa rimane. «La nostra presenza è un segno di incoraggiamento per i fedeli»

Aiuto alla Chiesa che Soffre riporta alcune dichiarazioni di monsignor George Burgeja, vicario apostolico di Tripoli, a proposito della situazione libica, dove il vescovo parla di una situazione fatta di profonde divisioni e di tregue violate. Ma dice anche che la Chiesa cattolica non ha abbandonato il popolo libico perché «la nostra presenza è un segno di incoraggiamento per i fedeli». 

«Ottenere la pace e la riconciliazione non sarà facile» ha detto monsignor Burgeja che ha poi aggiunto che nonostante la tregua «a Tripoli vi sono stati degli scontri e ciò crea inevitabilmente tensioni». In questa situazione anche la Chiesa  cattolica si trova a corto di risorse, ma cerca con ogni mezzo di aiutare sia il popolo libico che i migranti che transitano per il Paese. «Facciamo del nostro meglio per assistere le persone, in primis con la nostra presenza. La Chiesa cattolica è rimasta nel Paese durante tutta la durata del conflitto, anche quando le altre Chiese sono andate via e tutti gli Stati europei hanno chiuso le proprie ambasciate».

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