Prima la guerra, ora il coronavirus: non c’è tregua per la Siria

Da un decennio la Siria è dilaniata dalla guerra. Ora si trova a fronteggiare una nuova minaccia. Ad inizio aprile 2020 nel Paese sono stati registrati 19 casi di coronavirus. 

Se gli sviluppi negli altri Paesi hanno mostrato una cosa, è come questo numero apparentemente innocuo possa crescere esponenzialmente nel giro di qualche giorno.

LOUISE PASSOT
SOS Chrétiens d’Orient, Capo missione in Siria
“Di questi 19, due sono morti e due sono guariti. Quindi rimangono 15 malati di coronavirus in Siria oggi. Il primo caso è stato diagnosticato meno di due settimane fa. Prima della scoperta del primo caso, erano state messe in atto alcune misure da parte del governo, come i test all’ingresso nel Paese e l’isolamento dei casi sospetti.”

Organizzazioni come SOS Cristiani d’Oriente stanno lavorando per portare aiuto alle persone in Paesi devastati dalla guerra come la Siria, che possono trovare particolari difficoltà a rispondere a quella che è una pandemia a tutti gli effetti.

LOUISE PASSOT
SOS Chrétiens d’Orient, Capo missione in Siria
“Se il virus si diffondesse, sarebbe davvero difficile da combattere. Non abbiamo abbastanza attrezzatura medica per trattare tanti casi nello stesso tempo in un Paese che ha attraversato otto anni di guerra. Questa sarebbe una seconda catastrofe per i siriani”

I volontari hanno fatto fronte comune con le chiese locali per portare aiuti concreti. Per esempio, gruppi di giovani in diverse città hanno consegnato generi alimentari e altro materiale di base alle persone che potrebbero avere difficoltà ad uscire di casa a cause del lockdown imposto dal governo.

LOUISE PASSOT
SOS Chrétiens d’Orient, Capo missione in Siria
“Ho visto che alcune chiese stanno continuando a dare aiuto in denaro. Non possiamo smettere di aiutare colore che ora non hanno uno stipendio perché hanno sospeso il proprio lavoro per rispettare la legge. Alcune chiese inoltre aiutano SOS Chrétiens d’Orient a distribuire pasti. Distribuiscono kit per l’igiene personale, mascherine e guanti agli anziani.

SOS Chrétiens d’Orient spera che tutti i siriani, non solo i cristiani, continuino a fronteggiare questa nuova sfida con la stessa fede e coraggio con i quali sono sopravvissuti agli scorsi otto anni di conflitto.