Pakistan: nuove proteste per la mancata attuazione della sentenza sul rispetto delle minoranze religiose

«È un obbligo per lo stato del Pakistan salvaguardare e promuovere gli interessi dei cittadini delle minoranze, come previsto dalla Costituzione».  Sono le parole di Peter Jacob, cattolico, presidente della “Commissione popolare per i diritti delle minoranze” riferite all’Agenzia Fides riguardo alla mancata attuazione di una sentenza della Corte Suprema sul rispetto dei diritti delle minoranze religiose.  Una sentenza del 19 giugno 2014, storica in quanto, come riportava Asia News in un articolo pubblicato poco meno di un anno fa, prescrive ai governi federali e provinciali di mettere in atto diverse strategie a favore delle minoranze, dalla sicurezza dei luoghi di culto fino all’istituzione delle Commissione nazionale per le minoranze. Già nell’articolo di Asia News si evidenziavano le proteste di diversi organismi di tutela dei diritti umani in quanto la normativa veniva tenuta in considerazione  solo in minima parte. Era sempre Jacob che sosteneva che il livello di applicazione era fermo al massimo al 24% e che individuava nella mancanza di volontà dei governanti di applicazione di tale norma il principale scoglio da superare. Come riporta Agenzia Fides, infatti, la commissione è sì stata creata ma senza il necessario passaggio  parlamentare, cose che non le  consente, di fatto, la necessaria autonomia e indipendenza nel suo operato. «Urge che la Commissione sia formata con mezzi adeguati e che abbia uno status giuridico tale da permetterle di occuparsi realmente dei diritti umani delle minoranze religiose in Pakistan» ha ribadito Michelle Chaudhry, presidente di Fondazione Iris e Cecil Chaudhry, anch’essa impegnata nella lotta per l’attuazione di questi diritti. 

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