Un nuovo progetto in Burkina Faso di Aiuto alla Chiesa che Soffre per rispondere al terrorismo islamico

Aiuto alla Chiesa che Soffre ha appena approvato un progetto per sostenere diciotto coordinatori pastorali costretti a lasciare la propria parrocchia di Sebba a causa dell’estremismo jihadista, e ad andare nella città di Dori, capitale dipartimentale e diocesi del Burkina Faso.

La figura dei coordinatori pastorali o catechisti laici è importante e diventa un punto di riferimento per le comunità cristiane in aree difficilmente raggiungibili da sacerdoti. Proprio a causa della particolare rilevanza acquisita in alcune zone del Burkina Faso sono diventati obiettivi dei terroristi islamici, fino al punto di  dover lasciare le loro case insieme alle proprie famiglie.

La diocesi di Dori li ha accolti con quella che il vescovo locale Laurent Dabiré ha definito «un’autentica sfida per la diocesi di Dori, finanziariamente devastata e pesantemente colpita dagli attacchi terroristici a partire dal 2015.»

Standtogether ha più volte trattato la difficile situazione del Burkina Faso, anche con un’intervista a padre Roger Kogolo, un sacerdote appartenente proprio alla diocesi di Dori. In quell’intervista, Padre Kogolo ricordava i tanti cristiani uccisi o costretti a fuggire a causa della fede e il rapimento di un sacerdote suo amico, padre Joel Yougbare.

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