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I cristiani Dalit in India, sono stati perseguitati per la loro casta, ora anche per la loro fede

“Il tuo vicino non ti parlerà, non visiterà la tua casa, niente”, dice la dottoressa Tehmina Arora, direttrice di ADF India.

La società indiana è divisa in diverse caste. In fondo alla gerarchia sociale ci sono i Dalit, tradizionalmente considerati impuri e intoccabili. Ecco perché molti di loro si convertono dall’induismo al cristianesimo: si stima che ora costituiscano circa il 70% della Chiesa in India.

TEHMINA ARORA
Direttrice di ADF India
“Un Dalit a cui è stato detto che è impuro e che ora, all’interno della Chiesa, ha l’opportunità di essere considerato alla pari di un altro, considera ciò una promessa meravigliosa, e molti Dalit la abbracciano.”

Tuttavia, poiché la mentalità delle caste è così radicata nella cultura indiana, i dalit continuano a subire discriminazioni e maltrattamenti da parte delle caste più alte, perfino all’interno della Chiesa.

TEHMINA ARORA
Direttrice di ADF India
I dalit cristiani si ritrovano ostracizzati. Molto spesso, nei loro villaggi viene detto loro che se continuano ad abbracciare la fede cristiana, dovranno pagare una pesante multa. Nessuno avrà rapporti sociali con loro. Ciò significa che il tuo vicino non ti parlerà, non visiterà la tua casa, niente. È stato anche detto loro che dovevano lasciare il villaggio semplicemente perché praticavano la fede cristiana, e questa è la nuova forma di intoccabilità che i cristiani devono affrontare “.

Nel 1950 fu emanata un’ordinanza presidenziale per proteggere i Dalit indù dalla discriminazione. Queste protezioni governative sono state successivamente estese a sikh e buddisti, ma cristiani e musulmani sono stati esclusi. La persecuzione attiva e la mancanza di protezione per questi gruppi religiosi hanno indotto alcuni cristiani Dalit a riconvertirsi all’induismo.

TEHMINA ARORA
Direttrice di ADF India
“Ma si sono viste anche diverse persone resistere e abbracciare più fortemente la fede cristiana. Abbiamo avuto testimonianze sorprendenti di persone che, nonostante le numerose difficoltà, rimangono nel villaggio e lì continuano a  vivere la propria fede cristiana”.

La Chiesa cattolica e altre Chiese e organizzazioni cristiane hanno sostenuto la protezione di tutti i Dalit, indipendentemente dalla religione. Una petizione contro l’ordinanza del 1950 è attualmente in attesa presso la Corte Suprema.