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I cristiani perseguitati raccontano la loro storia a Roma

Tra i relatori dell’incontro c’era una donna nigeriana che è stata vittima della tratta, un sacerdote eritreo e uno iracheno.

All’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede a Roma, Stand Together ha organizzato un incontro per continuare a dare voce ai cristiani perseguitati.
Il tema dell’incontro era persecuzione cristiana e vulnerabilità ai tempi del Covid.

Tra i presenti, anche il Segretario di Stato, cardinal Pietro Parolin. Ha offerto un incoraggiamento di speranza, affermando l’importanza di queste iniziative per le vittime delle persecuzioni religiose.

CARD. PIETRO PAROLIN
Secretary of State, Vatican
“Non dobbiamo mai perdere la speranza che, attraverso la grazia di Dio e i nostri sforzi che cooperano con questa grazie, la mente e il cuore possono cambiare. La vita e la conversione di San Paolo sono un esempio splendido di come persino un ardente persecutore della fede sia poi diventato uno dei suoi principali difensori e predicatori.

La prima relatrice è stata Blessing Okoeyedon, una donna nigeriana che è stata vittima della tratta. Ha spiegato che i conflitti etnico-religiosi aumentano il rischio delle donne di essere vittime della tratta, poiché sono lasciate a loro stesse quando i loro mariti vengono uccisi e le loro case distrutte.

BLESSING OKOEYEDON
“Ho capito che ognuna di noi donne vittime di tratta ha sempre una storia simile, una storia che ha a che fare con l’inganno, il tradimento della fiducia e lo sfruttamento da criminali ben organizzati che hanno uno scopo di arricchirsi sulle pelle degli altri.”

Padre Mussie Zerai, un sacerdote eritreo, ha condiviso la sua esperienza che da 25 anni lo vede impegnato con i rifugiati costretti a scappare dalle proprie case a causa delle persecuzioni.
Ha detto che in Eritrea la libertà religiosa è limitata, nonostante le autorità governative affermino diversamente perché permettono ai cristiani di pregare nelle chiese.

FR. MUSSIE ZERAI
“Tuttavia, se vuoi parlare di giustizia, o se cominci a lavorare con i poveri, a parlare dei diritti dei poveri, delle persone giovani, non sei autorizzato a farlo.”

Padre Steven Azabo, sacerdote iracheno della piana di Ninive, ha parlato delle traversie dei cristiani della sua parrocchia, che hanno affrontato una grave ondata di violenza dal 2003, subendo sequestri, torture e morte. Ricorda molto bene quando nel 2014 l’ISIS invase Mosul costringendo tante persone a scappare dai villaggi della piana di Ninive.

FR. STEVEN AZABO
“Subito le loro case vennero segnate con la lettera araba “N” per indicare i cristiani. Sotto quella lettera era scritto “beni immobiliari dello Stato Islamico.”

La speranza è che queste testimonianze possano essere un altro passo per costruire un futuro dove tutti i gruppi religiosi possano coesistere in pace.