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Le vittime della tratta: pensiamo che non possa mai capitarci

Blessing Okoeyedon dice che le persecuzioni religiose rendono più facile per i trafficanti  ingannare gli sfollati interni.

Blessing Okoeyedon è una vittima della tratta. Vive in Italia dal 2013, quando fu convinta a lasciare la Nigeria con una promessa di lavoro in Europa.

BLESSING OKOEYEDON
Vittima della tratta
“Quando sono arrivata qui ho capito che il lavoro non esisteva. Era un inganno. Ho capito di essere finita nelle mani di trafficanti quando mi hanno detto che dovevo pagare 65.000 euro.”

Dice che questo fenomeno, che colpisce molte donne nigeriane, è alimentato in parte dalle persecuzioni religiose, che costringono tante persone a lasciare le loro case.

BLESSING OKOEYEDON
Vittima della tratta
“Questi sfollati interni sono particolarmente vulnerabili, perché si trovano in questa situazione. Così con una promessa di vita migliore si cade nella trappola e si viene portati in Paesi stranieri sviluppati e industrializzati, specialmente in Medio Oriente”.

Nonostante l’entità del problema, Blessing afferma come molte persone ignorino o rimangano indifferenti di fronte alla situazione. Spiega che prima che diventasse una vittima, non avrebbe mai immaginato che sarebbe potuto accadere a lei.

BLESSING OKOEYEDON
Vittima della tratta
“Chiudiamo gli occhi di fronte a un fenomeno così drammatico perché pensiamo non possa mai capitare a noi. Perché? Perché pensiamo che viviamo in un mondo bellissimo, ma purtroppo non è così. Perché la tratta degli esseri umani è proprio un fenomeno evidente, presente.

L’essere stata una vittima della tratta è il motivo per il quale ora Blessing si dedica alla sensibilizzazione a proposito della tratta e delle persecuzioni religiose. Dice che la società intera deve lavorare insieme per porre fine a questa tragedia.