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La Conferenza episcopale del Mozambico chiede la pace per Cabo Delgado

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace». Il documento uscito dall’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale del Mozambico (Cem) – che si è svolta dal 9 al 14 novembre a Matola – si ispira a questo versetto del Vangelo di Giovanni, per ricordare che la pace viene da Dio.

Ed è la pace che chiedono i vescovi del Mozambico di fronte a quanto sta accadendo nella regione di Cabo Delgado, dove la popolazione sta subendo violenze da parte di gruppi armati jihadisti.

Come riporta Vatican News il documento si apre proprio esprimendo vicinanza a questi fratelli, nella «costante preghiera e speranza di trovare vie di dialogo che facilitino la fine del terribile conflitto e della conseguente crisi umanitaria». Crisi umanitaria che ha già causato più di duemila vittime e quattrocentomila sfollati.

Il dramma di una situazione che è cominciata già dall’ottobre 2017 viene raccontata anche da Aiuto alla Chiesa che Soffre, che riporta le parole di Suor Blanca Nubia Zapata, delle Carmelitane Teresiane di San Giuseppe: «Sembra stiano cercando di rimuovere l’intera popolazione della parte settentrionale della provincia di Cabo Delgado, cacciando la gente comune senza alcuna pietà».

ACS ha accolto l’appello di Monsignor Luiz Fernándo Lisboa, Vescovo di Pemba «per aiutare la diocesi di Pemba e quelle limitrofe con aiuti di emergenza per le vittime di Cabo Delgado». «Sono arrivati già 10.000 rifugiati e altri sono in arrivo» ha detto il vescovo. «Non hanno un luogo in cui dormire, solo coperte e rifugi improvvisati. Alcune persone sono morte durante il tragitto. Si tratta di una situazione umanitaria disperata – prosegue il prelato – per la quale stiamo chiedendo, anzi implorando l’aiuto e la solidarietà della comunità internazionale».

Nel corso dell’Assemblea plenaria, i vescovi del Mozambico hanno incontrato anche Helena Mateus Kida, ministro della Giustizia e degli Affari costituzionali e religiosi, alla quale hanno espresso il desiderio di collaborazione «in vari ambiti della vita sociale, come l’educazione civica e morale dei giovani, l’educazione alla pace e alla riconciliazione  e la lotta alla povertà».

 

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