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I cristiani in Iraq: Santo Padre, usi la papamobile, vogliamo vederla

I cristiani ricordano i messaggi da parte dell’Isis che dicevano che neanche il Papa avrebbe potuto aiutarli.

Nel 2014, l’Isis aveva costretto i cristiani a lasciare la citta di Baghdeda, che in Iraq è conosciuta come Qaraqosh.

Quando sono tornati nel 2016, questo è quello che hanno trovato.

L’Isis ha abbondonato la città e ha lasciato, ai cristiani, messaggi terribili sui muri. Questo sacerdote ne ricorda uno in particolare.

Padre AMMAR YAKO
Sacerdote di Baghdeda (Iraq)
“Hanno scritto, avete il vostro leader che è in Vaticano, lui non può fare nulla per voi. Non ricordo le parole estate, la traduzione non era molto buona.”

Hanno anche trovato la chiesa di Al-Tahira, l’Immacolata Concezione, convertita in un poligono di tiro.

Ma quando il Papa arriverà qui, vedrà uno spettacolo molto diverso.

Grazie a organizzazioni come ACN, Aiuto alla Chiesa che Soffre, la Chiesa è stata ricostruita.

Il termine dei lavori era fissato per la fine di maggio, ma, a causa dell’imminente visita del Papa, hanno tentato di completarlo prima.

Padre AMMAR YAKO
Sacerdote di Baghdeda (Iraq)
“Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che ci sarebbe stata quest’occasione per gli iracheni, specialmente per i cristiani, in particolare per gli abitanti di Quaraquosh”
“È come un Padre che visita i figli estremamente bisognosi di vederlo”

Il Papa trascorrerà solo poche ore in questa città di 23.000 abitanti, dove ne vivevano 50.000 prima che l’Isis arrivasse.

In più ci si aspetta che arrivino molte persone provenienti dalle zone vicine.

Ma la Chiesa può contenere meno di mille persone e si teme che le misure di sicurezza impediranno a tanti di vederlo.

P. FRANCIS BAKTAR
Sacerdote di Baghdeda (Iraq)
“In molti hanno visto immagini del Papa circondato dalla gente, così hanno pensato che ci potessero essere le stesse immagini qui”

P. AMMAR YAKO
Sacerdote di Baghdeda (Iraq)
“Ci hanno detto che verrà per le strade di Qaraqosh in macchina, per andare in chiesa. E noi abbiamo chiesto se potranno usare la macchina che lui usa di solito, quella bianca. Non so se ci sia un nome particolare per quella macchina. Perché è aperta e così le persone potrebbero vederlo. Ci hanno detto che non si può fare.”
“Abbiamo insistito affinché lo facciano, perché è molto importante per noi, perché le persone che sono fuori, non potranno vederlo”

Si dice che l’accoglienza del Papa assomiglierà alla Domenica delle Palme. Nelle scorse settimane, un team di 200 persone ha preparato le strade di Baghdeda per lo storico evento.

P. FRANCIS BAKTAR
Sacerdote di Baghdeda (Iraq)
“Le strade sono decorate con le bandiere dei due Paesi, irachena e vaticana. Distribuiremo alle persone le bandiere e spargeremo fiori, sarà una specie di sorpresa nel cammino del Papa.”

P. AMMAR YAKO
Sacerdote di Baghdeda (Iraq)
“Bisogna fare tante cose perché l’Iraq diventi un Paese di pace, e di certo una cosa importante è salvare il cristianesimo, perché viviamo un tempo in cui questo è molto difficile, e se continueremo così, non ci sarà più il cristianesimo in Iraq. E questo è molto triste”.

Per i cristiani iracheni la visita del Papa è una festa, ma questo non cancella le loro lotte: i cristiani sono a rischio estinzione in Iraq. Di un milione e quattrocentomila cristiani che erano in Iraq nel 2003, ne sono rimasti solo 250.000. È una storia di difficoltà in una terra dalle radici bibliche.