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I gesuiti chiedono il rilascio di un sacerdote di 84 anni in carcere in India.

Padre Stan Swamy, “amico dei poveri, degli Adivasi e dei Dalit” che sono spesso vittime di discriminazione in India.
Il gesuita Padre Stan Swamy ha 84 anni ed è la voce della popolazione indigena ed emarginata dell’India. Si trova in carcere vicino a Mumbai dal giorno del suo arresto, l’8 ottobre 2020. Il 22 marzo 2021 un tribunale speciale della National Invastigation Agency (NIA) gli ha negato il rilascio su cauzione, nonostante sia gravemente malato di Parkinson.

PADRE XAVIER JEYARJ, SJ
Segretario per la Giustizia Sociale e l’Ecologia, Gesuiti.
“Ogni giorno ci sono proteste, campagne, manifestazioni, studenti e giovani – tutti – che fanno sentire la propria voce in tutto il Paese, non solo nella zona dove lui viveva.”

Padre Xavier conosce bene Padre Stan. Ha spiegato che lui, insieme a 15 attivisti per i diritti umani, è stato accusato secondo la Legge per la prevenzione delle attività illegali di avere rapporti con gruppi estremisti.

FR. STAN SWAMY, SJ
Sacerdote gesuita e Attivista per i diritti umani, ottobre 2020
“Siamo consapevoli del fatto che noti intellettuali, avvocati, scrittori, poeti, attivisti, rappresentanti studenteschi, vengono incarcerati semplicemente perché hanno espresso il loro dissenso o sollevato problematiche sull’esercizio dei poteri in India”

Padre Xavier dice che la Legge per la prevenzione delle attività illegali viene spesso modificata per andare incontro agli interessi di governo: tra il 2015 e il 2018 circa 4000 persone sono state arrestate servendosi di questa legge.

PADRE XAVIER JEYARJ, SJ
Segretario per la Giustizia Sociale e l’Ecologia, Gesuiti.
“Anche le persone comuni possono essere arrestate per questa legge, e senza una motivazione specifica, e possono essere incarcerate senza possibilità di cauzione, senza processo e senza limitazioni di tempo. FLASH Il cittadino è considerato un nemico del Paese, un fatto assolutamente inaccettabile. Noi come gesuiti vogliamo rimanere vicino a Stan”

Padre Stan è rimasto in contatto con i suoi confratelli gesuiti tramite telefonate e lettere. In una di queste, ha parlato della fatica dei primi giorni di prigione a Tajola: una grave artrite, aver dovuto fare tante richieste per una piccola branda, doversi adeguare alla vita del carcere, i contatti limitati con l’esterno.

PADRE XAVIER JEYARJ, SJ
Segretario per la Giustizia Sociale e l’Ecologia, Gesuiti.
Era amico dei poveri, degli Adivasi e dei Dalit, che sono sconvolti dal suo arresto. È un uomo che si è battuto per loro.

Padre Xavier ha detto che l’avvocato di Padre Stan sta preparando un appello per l’alta corte dell’India, per la liberazione di un uomo che non ha paura di resistere al potere e all’ingiustizia.