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Aiuto alla Chiesa che Soffre raccoglie 123 milioni di euro per i cristiani in difficoltà

La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre ha presentato il bilancio economico alle sue migliaia di benefattori.

THOMAS HEINE-GELDERN
Presidente Esecutivo, Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)
“Abbiamo il privilegio di poter riferire che il 2020 è stato il nostro miglior anno di sempre in termini di donazioni alla missione di ACN. Abbiamo ricevuto più di 122 milioni di euro e la maggior parte erano donazioni dirette”.

Il ricavato dell’anno ha permesso di finanziare quasi 5.000 progetti per i cristiani in grave difficoltà.

ACN ha inviato 6,2 milioni di euro in aiuti legati alla pandemia da Covid-19, per esempio per aiutare preti e suore in difficoltà e per fornirli di materiale sanitario.

Oppure hanno aiutato le minoranze cristiane in luoghi dell’Asia dove non ricevono assistenza medica pubblica.

PHILIPP OZORES
Segretario generale, Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)
“Il paese al quale abbiamo destinato più aiuti quest’anno è l’India, con più di 5 milioni; il secondo, è l’Ucraina, con quasi 4,8 milioni di euro. E il terzo è eccezionalmente il Libano, con 3,9 milioni di euro”.

Il bilancio complessivo è molto positivo. Quest’anno è stata inaugurata la cattedrale maronita di Aleppo in Siria, totalmente distrutta durante la guerra.

C’è stato anche un aiuto sotto forma di mezzi di trasporto per aiutare sacerdoti e catechisti a raggiungere zone remote. ACN ha comprato biciclette, auto e moto, ma anche 11 barche, due pullman e un camion.

È impossibile quantificare il risultato globale. Ma è chiaro che si tratta di un investimento a lungo termine, perché la fondazione ha aiutato 1 prete su 9 e 1 seminarista su 8 nel mondo.

JMB
ACNN